{"id":26004,"date":"2009-01-09T00:00:00","date_gmt":"2009-01-09T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/dev.italcam.com.br\/noticia\/caro-benzina-per-fortuna-ce-leuro\/"},"modified":"2009-01-09T00:00:00","modified_gmt":"2009-01-09T00:00:00","slug":"caro-benzina-per-fortuna-ce-leuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/caro-benzina-per-fortuna-ce-leuro\/","title":{"rendered":"Caro-benzina, per fortuna c\u2019\u00e8 l\u2019euro"},"content":{"rendered":"<p>La scorsa settimana il petrolio ha raggiunto un nuovo, l\u2019ennesimo, record storico, sfondando a New York la soglia dei 58 dollari al barile (57 dollari a Londra). <\/p>\n<p>Il giorno dopo l\u2019oro nero ha rallentato la corsa, per\u00f2, la benzina \u00e8 volata su nuovi record superando quota 1,25 euro al litro, cio\u00e8 2420 lire del vecchio conio. Gi\u00e0, la lira, spesso rimpianta da molti italiani, che incolpano l\u2019euro di aver fatto lievitare i prezzi. Eppure, pochi sanno che proprio la moneta unica ha evitato che la benzina raggiungesse davvero prezzi da capogiro. <\/p>\n<p>Uno studio condotto dagli artigiani di Mestre (Cgia), infatti, ha calcolato che se ci fosse stata la lira, il combustibile per auto sarebbe costato 3,547 lire, ben il 46% in pi\u00f9 delle 2,418 lire, il corrispettivo valore di 1,249 euro attuali. <\/p>\n<p>Ma se da un lato i poveri automobilisti italiani si fanno i conti in tasca per fare un pieno di benzina, ben altri conti si fanno le grosse aziende petrolifere. A Piazza Affari, mentre il mercato si preoccupa degli elevati livelli raggiunti dal greggio, Erg invece colleziona profitti da capogiro. <\/p>\n<p>La societ\u00e0 guidata dalla famiglia genovese Garrone che raffina, distribuisce e vende prodotti legati al petrolio, proprio la scorsa settimana ha raggiunto nuovi massimi storici: il titolo ha guadagnato solo nei primi 4 mesi dell\u2019anno pi\u00f9 del 35%, i profitti al 31 dicembre 2004 sono volati a +147%, tradotto in euro, 128 milioni di euro. <\/p>\n<p>Per non parlare poi del colosso Eni, che ha registrato utili per 7,2 miliardi di euro, 20 mln al giorno. E se valichiamo i confini italiani, la situazione non cambia di molto. A Londra Shell ha fatturato poco pi\u00f9 di 18 miliardi di dollari, Bp 16,2 mld, la francese Total ha guadagnato poco pi\u00f9 di 9 miliardi di euro (11,2 mld di dollari), utili record lontani comunque dai 25,3 miliardi di dollari dell\u2019americana ExxonMobil. <\/p>\n<p>Ritornando invece all\u2019euro, che ha comunque alleggerito la spesa di carburante, nelle menti di molti risparmiatori \u00e8 balenato un dubbio: perch\u00e9 la benzina costa cos\u00ec tanto pur essendo la moneta unica pi\u00f9 forte del dollaro (che \u00e8 la valuta con cui si compra petrolio)?. <\/p>\n<p>La risposta \u00e8 semplice: il prezzo del petrolio \u00e8 aumentato pi\u00f9 che proporzionalmente alla crescita dell\u2019euro. <\/p>\n<p>In pratica, dall\u2019aprile 2004 a oggi, la valuta europea \u00e8 cresciuta poco pi\u00f9 del 6%; l\u2019oro nero invece segna un incremento che supera il 40%. Conseguenza, prezzi alle stelle. E poi bisogna considerare i movimenti speculativi. <\/p>\n<p>A fronte di un reale fabbisogno petrolifero mondiale che oscilla sui 90 mln di barili al giorno, sul mercato Usa dei future le contrattazioni giornaliere di petrolio (il Wti)  riguardano circa 300 milioni di barili, tre volte superiori al reale bisogno: questa \u00e8 solo speculazione. <\/p>\n<p>Pi\u00f9 o meno la stessa cosa avviene ai distributori: rispondendo a pure leggi di mercato, il costo della benzina aumenta in concomitanza con le impennate del petrolio anche se il carburante immesso sul mercato \u00e8 stato acquistato dalle aziende mesi fa, quando il prezzo del greggio non aveva raggiunto i 58 dollari. <\/p>\n<p>ALAN FRIEDMAN<br \/>\n11\/4\/2005<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La scorsa settimana il petrolio ha raggiunto un nuovo, l\u2019ennesimo, record storico, sfondando a New York la soglia dei 58 dollari al [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[41],"tags":[60],"class_list":["post-26004","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-notizie","tag-notizie-2009"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26004","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=26004"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26004\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=26004"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=26004"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=26004"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}