{"id":25966,"date":"2009-01-09T00:00:00","date_gmt":"2009-01-09T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/dev.italcam.com.br\/noticia\/auto-usa-nella-bufera-declassate-gm-e-ford\/"},"modified":"2009-01-09T00:00:00","modified_gmt":"2009-01-09T00:00:00","slug":"auto-usa-nella-bufera-declassate-gm-e-ford","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/auto-usa-nella-bufera-declassate-gm-e-ford\/","title":{"rendered":"Auto Usa nella bufera. Declassate Gm e Ford"},"content":{"rendered":"<p>S&#038;P taglia i rating al livello spazzatura. Crollo delle azioni a Wall Street <\/p>\n<p>Batosta finanziaria sull&#8217;intera industria americana dell&#8217;automobile: da ieri il debito del principale gruppo mondiale, la General Motors, e quello della sua gemella di Detroit, la Ford, \u00e8 considerabile alla stregua di \u00ab obbligazioni spazzatura \u00bb ad alto rischio, aggravando pericolosamente gli oneri di indebitamento dei due gruppi fino a metterne in pericolo la futura stabilit\u00e0 finanziaria.<\/p>\n<p>L&#8217;agenzia di rating Standard Poor&#8217;s ha declassato sotto l&#8217; \u00ab investment grade \u00bb il debito a lungo termine della General Motors e del suo braccio finanziario Gmac da BBB a BB ( ossia due gradi pi\u00f9 in basso) e quello a breve da A 3 a B 1, per di pi\u00f9 assegnando un outlook negativo che indica la possibilit\u00e0 di ulteriori bocciature.<br \/>\nIl voto sul debito a lungo della Ford e della Ford Credit \u00e8 stato invece abbassato di un grado da BBB a BB+ ( e quello a breve da A 3 a B 1), anch&#8217;esso con prospettive negative: si \u00e8 salvato solo il rating di BB della Hertz, ma solo perch\u00e9 \u00e8 gi\u00e0 stato reso noto che l&#8217;affiliata nell&#8217;autonoleggio \u00e8 destinata a essere venduta.<\/p>\n<p>La mazzata di Standard Poor&#8217;s sul debito di 291,8 miliardi di dollari della Gm e su quello da 161,3 miliardi della Ford \u00e8 arrivata per lo pi\u00f9 inattesa nei tempi, in quanto l&#8217;agenzia era parsa orientata a concedere qualche mese di tempo prima di prendere una decisione che contribuisce certamente ad aggravare la crisi di Detroit. La severa motivazione suona come uno schiaffo al management dei due gruppi, ed in particolare a Rick Wagoner, Ceo di Gm: Standard Poor&#8217;s ha specificamente \u00ab concluso \u00bb che \u00ab le strategie della dirigenza potrebbero risultare inefficaci nell&#8217;affrontare gli svantaggi competitivi di Gm \u00bb , mentre nel caso della Ford il declassamento a livello di investimento speculativo \u00ab riflette il nostro scetticismo sul fatto che le strategie del management siano sufficienti a contrattaccare sulle montanti sfide competitive \u00bb . <\/p>\n<p>Un portavoce di Gm ha risposto sottolineando che la casa automobilistica \u00e8 \u00ab fermamente impegnata a migliorare velocemente la performance \u00bb , per cui la decisione dell&#8217;agenzia non sar\u00e0 un deterrente per raggiungere questo obiettivo, anche perch\u00e9 sia Gm sia Gmac hanno \u00ab liquidit\u00e0 adeguata \u00bb per finanziarie le loro attivit\u00e0.<\/p>\n<p>Analogamente, Ford ha espresso il suo disaccordo per un provvedimento che \u00ab ignora la nostra considerevole liquidit\u00e0 \u00bb e \u00ab il recente successo dei nostri prodotti \u00bb , ma che \u00ab non scuote la nostra fiducia nel nostro futuro \u00bb .<br \/>\nSe il titolo Gm in Borsa era balzato ieri fin del 18% sull&#8217;onda dell&#8217;incursione del finanziere Kirk Kerkorian ( che vuole prendere una partecipazione di quasi il 9%), ieri ha reagito con un ribasso del 5,43%, mentre le azioni Ford hanno ceduto il 4,43 per cento.<\/p>\n<p>Secondo S P&#8217;s, lo sforzo della Tracinda Corp. di Kirk Kerkorian di aumentare la sua partecipazione in Gm rappresenta un ulteriore elemento di \u00ab incertezza \u00bb e comunque non \u00e8 un fattore preso in considerazione nella decisione di ieri. Alcuni investitori nel mercato obbligazionario, del resto, si erano gi\u00e0 preoccupati mercoled\u00ec per la mossa di Kerkorian, temendo proprio che potesse dare una spinta alle azioni a scapito della qualit\u00e0 dei bond. Sul piano sostanziale, l&#8217;analista di S P&#8217;s Scott Sprinzen ha chiarito che la principale preoccupazione immediata riguarda l&#8217;alta probabilit\u00e0 che i grandi e medi Suv da cui Gm e Ford ricavano i pi\u00f9 alti margini \u00ab non saranno pi\u00f9 redditizi come sono stati negli ultimi anni \u00bb , visto che le loro vendite sono crollate, e la loro domanda \u00e8 in chiaro stallo per tutti i produttori, in parte a causa dei rincari della benzina. <\/p>\n<p>Inoltre la concorrenza al duo di Detroit pare destinata ad intensificarsi anche nel comparto dei grandi pick up. La conclusione di S P&#8217;s evidenzia la trappola strategica in cui \u00e8 caduta Gm: \u00ab Anche con estesi sforzi per rinnovare la sua gamma di prodotti, Gm continua a perdere quote di mercato in Nord America, nonostante una aggressiva strategia di prezzo \u00bb che ha gi\u00e0 danneggiato la forza dei marchi. Gli oneri per il personale ( in particolari quelli sanitari) restano in crescita e l&#8217;agenzia \u00e8 \u00ab scettica \u00bb sulla possibilit\u00e0 che i sindacati accettino senza creare problemi i necessari tagli ai benefit. <\/p>\n<p>Le attivit\u00e0 estere, inoltre, segnano ancora il passo: in Europa Gm \u00e8 in rosso dal 1999 e anche quest&#8217;anno, sottolinea S P&#8217;s, generer\u00e0 perdite sostanziali, mentre in Cina, dopo i guadagni degli ultimi anni, Gm ora soffre per la debolezza della domanda.<\/p>\n<p>Il Sole 24Ore<br \/>\nStefano Carrer<br \/>\n6 maggio 2005  <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>S&#038;P taglia i rating al livello spazzatura. 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