{"id":25713,"date":"2009-01-09T00:00:00","date_gmt":"2009-01-09T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/dev.italcam.com.br\/noticia\/privatizzazioni-obiettivo-45-miliardi\/"},"modified":"2009-01-09T00:00:00","modified_gmt":"2009-01-09T00:00:00","slug":"privatizzazioni-obiettivo-45-miliardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/privatizzazioni-obiettivo-45-miliardi\/","title":{"rendered":"Privatizzazioni, obiettivo 45 miliardi"},"content":{"rendered":"<p>Altro che &#8220;pillole avvelenate&#8221; in dotazione alle societ\u00e0 privatizzabili.<\/p>\n<p>Il veleno \u00e8 l&#8217;ultima cosa che il Tesoro intende vendere al mercato. L&#8217;introduzione in Finanziaria, \u00abai fini del completamento del processo di privatizzazione\u00bb, di una norma mirata a proteggere le societ\u00e0 di interesse nazionale da scalate ostili, con strumenti finanziari partecipativi, dovr\u00e0 consentire al Tesoro di ridurre all&#8217;osso (prevedibilmente il 10%) la sua attuale partecipazione in Eni, Enel e Finmeccanica. La dismissione delle quote di azioni ancora in mano allo Stato, anche in settori &#8220;strategici&#8221;, \u00e8 destinata infatti a divenire lo strumento principe per ridurre il debito pubblico nei prossimi anni e rispettare cos\u00ec gli obiettivi di discesa del debito\/Pil nel Dpef 2006-2009, confermati nella Relazione previsionale e programmatica 2006 e basati su un intreccio di ipotesi di saldo primario, crescita Pil e dismissioni di asset per 45 miliardi: di cui la fetta pi\u00f9 grossa in privatizzazioni di societ\u00e0.<br \/>\nL&#8217;ambizioso, per non dire irrealistico, Dpef 2005-2008 prevedeva di ridurre il debito a colpi di accetta, cedendo asset pubblici per 100 miliardi di euro al ritmo di 25 miliardi l&#8217;anno. Questa ipotesi di lavoro, elaborata nello scenario pi\u00f9 ottimistico contenuto nel Piano di privatizzazioni 2005-2008 a opera di Patrimonio dello Stato spa e Kpmg, puntava su massicce cartolarizzazioni di crediti finanziari (poco meno di 30 miliardi), su corpose dismissioni immobiliari (38 miliardi compresi quelli degli enti locali), su privatizzazioni di quote azionarie (fino a 30 miliardi) con protagonista la Cassa depositi e prestiti. Il nuovo Dpef 2006-2009 ha ridimensionato questo programma. I 100 miliardi di euro del 2005-2008 sono divenuti 45 nel 2006-2009: o anche 60 miliardi nel periodo 2005-2009 se si tiene conto di 15 miliardi di quest&#8217;anno. Stando a fonti bene informate, nella nuova impostazione 2006-2009 sono cambiate le dosi della miscela di securitization di crediti, cessioni di immobili e dismissioni azionarie.<br \/>\nIl pool delle attivit\u00e0 finanziarie cartolarizzabili &#8211; i crediti insoluti Inps sono arrivati quest&#8217;anno alla sesta edizione &#8211; non \u00e8 un pozzo senza fine: e non \u00e8 emersa finora la volont\u00e0 del Tesoro di ampliare questo bacino attingendo ai crediti d&#8217;imposta vantati dallo Stato. Il timore di trovarsi a dover raschiare il fondo del barile ha ridotto le attese di incasso per gli anni futuri da questo tipo di strumento: ne \u00e8 la prova il ritardo della securitization sui crediti per la ricerca e l&#8217;innovazione emerso nell&#8217;ultimo dato di fabbisogno. In quanto alla vendita di immobili mirata alla riduzione del debito, il progetto \u00e8 stato curato da vicino dall&#8217;ex-ministro dell&#8217;Economia Domenico Siniscalco. Questo piano, a tutt&#8217;oggi una bozza in un cassetto chiuso a chiave a doppia mandata, prevedeva una modifica della legge istitutiva del fondo di ammortamento per i titoli di Stato, al fine di allungare con la cessione di propriet\u00e0 immobiliari pubbliche la lista degli incassi mirati esclusivamente a rimpinguare il fondo per ridurre il debito. Giulio Tremonti, rientrato alla guida del ministero di Via XX Settembre, intende innanzitutto usare le dismissioni immobiliari (vietate a partire dal 2006 su deficit\/Pil) come entrata straordinaria per finanziare fino a 3 miliardi di investimenti previsti dall&#8217;agenda di Lisbona: non \u00e8 ancora chiaro se il neo-ministro porter\u00e0 avanti in parallelo il programma di dismissioni indirizzate alla riduzione del debito (con l&#8217;immancabile disco verde di Eurostat).<br \/>\nPer abbattere lo stock del debito pubblico e raggiungere la soglia del 100,9% debito\/Pil per il 2009, al Tesoro non resta altro che concentrarsi sul programma delle privatizzazioni. La lista delle quote azionarie in societ\u00e0 pubbliche o quasi-pubbliche ulteriormente vendibili \u00e8 lunga. C&#8217;\u00e8 un po&#8217; di tutto: dalla Zecca alla Cdp, dalle Poste alla Rai, da Fincantieri a Snam Rete Gas e Terna, per finire alle partecipazioni residue in Eni, Enel e Finmeccanica. L&#8217;opzione di vendere le quote strategiche alla Cdp sarebbe tramontata perch\u00e9 la Cassa deve rispettare i paletti imposti dalle agenzie di rating e dalle Fondazioni. Per consentire al Tesoro di vendere al mercato scendendo sotto la soglia del 30% nelle tre societ\u00e0 pi\u00f9 strategiche (soprattutto Eni per la quale la golden share \u00e8 meno facilmente esercitabile), la Finanziaria prevede una sorta di &#8220;pillola avvelenata&#8221; per permettere allo Stato di rientrare in possesso delle societ\u00e0 privatizzate nel caso di minaccia di scalate veramente ostili. Restano per\u00f2 numerosi punti da chiarire al mercato. L&#8217;articolo 55 fa riferimento alle \u00absociet\u00e0 di interesse nazionale\u00bb: quali sono? Viene menzionata una \u00abqualificata\u00bb partecipazione azionaria dello Stato: cosa significa qualificata? 5%, 10%, 15%? E ancora: questa partecipazione deve essere diretta o pu\u00f2 essere indiretta?<\/p>\n<p>Fonte:<br \/>\nIl Sole 24 Ore<br \/>\nIsabella Bufacchi<br \/>\n5\/10\/2005<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Altro che &#8220;pillole avvelenate&#8221; in dotazione alle societ\u00e0 privatizzabili. Il veleno \u00e8 l&#8217;ultima cosa che il Tesoro intende vendere al mercato. 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