{"id":25411,"date":"2009-01-09T00:00:00","date_gmt":"2009-01-09T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/dev.italcam.com.br\/noticia\/bomba-a-nassiriya-morti-tre-italiani\/"},"modified":"2009-01-09T00:00:00","modified_gmt":"2009-01-09T00:00:00","slug":"bomba-a-nassiriya-morti-tre-italiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/bomba-a-nassiriya-morti-tre-italiani\/","title":{"rendered":"Bomba a Nassiriya. Morti tre italiani"},"content":{"rendered":"<p>Tre connazionali e un rumeno vittime di un ordigno contro un convoglio. Grave un altro carabiniere ferito <\/p>\n<p>NASSIRIYA &#8211; Il contingente italiano a Nassiriya \u00e8 finito di nuovo nel mirino dei terroristi. Verso le 7,30 ora italiana una bomba esplosa al passaggio di una pattuglia composta da militari italiani e rumeni ha provocato la morte di quattro soldati. <\/p>\n<p>LE VITTIME &#8211; Tre sono le vittime nel contingente italiano: il capitano dell&#8217;esercito Nicola Ciardelli, del 185esimo battaglione dei paracadutisti di Livorno; il maresciallo capo dei carabinieri Franco Lattanzio, 38 anni di Pacentro (L&#8217;Aquila); e il maresciallo capo dei carabinieri Carlo de Trizio, 37 anni di Bisceglie (Bari) deceduto in ospedale. \u00c8 rimasto gravemente ferito il maresciallo aiutante Enrico Frassinito, 41 anni, di Padova ma residente a Sommacampagna (Verona): ha riportato con ustioni su circa il 30% del corpo ma pare non in pericolo di vita. Nell&#8217;esplosione ha perso la vita anche un caporale della polizia militare rumena, Bogdan Hancu, di 28 anni. La Polizia militare rumena ospitata a Camp Mittica \u00e8 formata da 100 uomini. <\/p>\n<p>IN IRAQ DA SOLI 13 GIORNI &#8211; Frassinito e de Trizio si trovavano in Iraq da soli 13 giorni, erano giunti a Nassiriya il 14 aprile scorso. Mentre Lattanzio era giunto in Iraq il 3 dicembre del 2005. Frassanito \u00e8 stato trasportato in elicottero dall&#8217;ospedale della base militare italiana all&#8217;ospedale militare americano Rol 3, che si trova a circa 150 chilometri dalla sede della missione italiana. L\u2019ospedale statunitense, da quanto viene riferito, sarebbe pi\u00f9 attrezzato ad affrontare l\u2019emergenza. Nessun altro militare italiano \u00e8 rimasto ferito nell&#8217;attentato Le persone coinvolte sono state esclusivamente quelle a bordo del secondo veicolo del convoglio, sotto il quale \u00e8 scoppiato l&#8217;ordigno. <\/p>\n<p>LA MATRICE- Non \u00e8 ancora chiara la matrice dell&#8217;attentato. Gli organismi investigativi e di intelligence sono al lavoro &#8211; analizzando ogni particolare al microscopio, dalla particolarit\u00e0 dell&#8217;esplosione al tipo di esplosivo usato &#8211; per capire chi c&#8217;\u00e8 dietro all&#8217;attacco di una violenza inedita, per la \u00abtranquilla\u00bb provincia di Dhi Qar, almeno con riferimento agli ultimi mesi. Secondo gli artificieri che hanno analizzato gli ordigni \u00abimprovvisati\u00bb (come quello usato oggi a Nassiriya), i cosiddetti IED (Improvised Explosive Device). <\/p>\n<p>DINAMICA -L&#8217;ordigno, collocato al centro della carreggiata,\u00e8 esploso al passaggio di un convoglio del contingente internazionale e ha colpito una camionetta italiana. Faceva parte di un convoglio che marciava lungo una strada a sud ovest dell&#8217;abitato di Nassiriyah, e si stava recando al PJOC (Provincial Joint Operation Centre, la sala operativa integrata delle Forze di sicurezza della Provincia). Era formato da quattro veicoli protetti del Reggimento carabinieri della Msu (Multinational Specilaized Unit) con a bordo un Ufficiale dell&#8217;Esercito, 15 militari dell&#8217;Arma dei carabinieri e graduato della Polizia Militare rumena. Lo scopo del traferimento era quello di rilevare il personale in servizio presso un comando locale della polizia irachena. L&#8217;attentato \u00e8 avvenuto in un punto di \u00abun percorso stradale noto e che i militari italiani percorrevano da quasi tre anni\u00bb ha riferito il maggiore Marco Mele, portavoce del contingente italiano in Iraq. Mele ha anche sottolineato che bench\u00e9 l&#8217;area di Nassiriya sembri essere pi\u00f9 tranquilla rispetto ad altre del Paese iracheno, \u00abin realt\u00e0 la situazione \u00e8 sempre potenzialmente a rischio\u00bb. Quanto infine al clima che ora si respira tra i componenti del contingente italiano, il portavoce ha detto che \u00abla vigilanza resta alta, \u00e8 questo un colpo da ko e per\u00f2 ci risolleveremo. Ricordiamo che la nostra \u00e8 una missione di sicurezza, umanitaria di collaborazione con le autorit\u00e0 locali per la convivenza civile e andremo avanti\u00bb.<\/p>\n<p>PRECEDENTI &#8211; L&#8217;ultima \u00abazione ostile\u00bb nei confronti dei militari italiani si era avuta solo 5 giorni fa: un ordigno posto ai lati della carreggiata, fatto esplodere, anche in quel caso, al passaggio di un convoglio. Ma si parl\u00f2 di una bomba a basso potenziale e di un&#8217;azione che poteva dunque essere soltanto dimostrativa. In tre anni di operazioni in Iraq sono morti, compreso l&#8217;attentato di oggi, 29 militari e 7 civili, fra i quali il funzionario del Sismi, Nicola Calipari.<\/p>\n<p>Fonte:<br \/>\nCorriere della Sera<br \/>\n27 aprile 2006<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tre connazionali e un rumeno vittime di un ordigno contro un convoglio. 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