{"id":25386,"date":"2009-01-09T00:00:00","date_gmt":"2009-01-09T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/dev.italcam.com.br\/noticia\/il-10-del-pil-mondiale-bilancio-record-per-i-falsi\/"},"modified":"2009-01-09T00:00:00","modified_gmt":"2009-01-09T00:00:00","slug":"il-10-del-pil-mondiale-bilancio-record-per-i-falsi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/il-10-del-pil-mondiale-bilancio-record-per-i-falsi\/","title":{"rendered":"Il 10% del Pil mondiale: bilancio record per i &#8220;falsi&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; Fra le file ordinate di giornali e riviste, l&#8217;orologio al polso di Orazio spicca come un faro. &#8220;\u00c8 un Omega Chrono Seamaster America Cup&#8221;, recita con sussiego. Una roba, al negozio, da oltre 2 mila euro, quasi un&#8217;auto usata, niente male come investimento per il titolare di un&#8217;edicola in un quartiere ancora popolare. &#8220;Be&#8217;, sembra proprio uguale, ma non \u00e8 lui: lo avranno fatto in Cina. Io l&#8217;ho pagato 50 euro. Aoh, chi ce v\u00f2 crede&#8217;, ce crede&#8221;. Ma \u00e8 facile che ci creda. Perch\u00e9 distinguere fra vero e falso \u00e8 diventato sempre pi\u00f9 difficile: per ogni valigia Vuitton originale, per ogni autentico orologio Cartier comprati in un negozio, dicono i rapporti, ne viene contemporaneamente venduta una copia falsa, spesso a pochi metri di distanza. <\/p>\n<p>L&#8217;industria della patacca \u00e8 in pieno boom. Si falsifica tutto: &#8220;Armi e profumi; auto, moto e scarpe da corsa; medicine e macchinari; orologi, racchette, mazze da golf, videogames, software, musica e film&#8221; elenca Moses Naim, che alle contraffazioni dedica un lungo capitolo del suo ultimo libro, Illecito. <\/p>\n<p>Sono falsi sempre migliori: una borsetta Kelly di Herm\u00e8s costa 25 mila dollari al negozio, ma il suo falso si vende alla ragguardevole cifra di 4 mila. Sono falsi a tempo di record. Denis Hopper ha trovato su una bancarella, a Shangai, il dvd pirata del film su cui stava ancora lavorando, compreso il doppiaggio realizzato a Hollywood, due giorni prima. Sono falsi che tentano anche i meno sospettabili: Mihail Kalashnikov, l&#8217;inventore del celebre fucile, ha fatto causa al governo americano, perch\u00e9 equipaggiava i neopoliziotti iracheni con AK-47 pirata. <\/p>\n<p>Se ci si mette il Pentagono, c&#8217;\u00e8 posto per tutti. E, infatti, la platea dei consumatori si allarga a macchia d&#8217;olio. L&#8217;Italia \u00e8 uno dei grandi centri (almeno lontano dall&#8217;Estremo Oriente) del falso mondiale: la Guardia di Finanza stima il fatturato nazionale fra i 3 e i 5 miliardi di euro l&#8217;anno. E anche un grande mercato: un quinto dell&#8217;abbigliamento firmato che vediamo in giro \u00e8 fasullo. Ma il fenomeno \u00e8 globale: due milioni di inglesi, l&#8217;anno scorso, hanno comprato un orologio falso, uno ogni tre complessivamente venduti. E attraversa tutte le classi sociali: in Corea, come a New York, le signore bene hanno la borsetta originale per le grandi occasioni e il suo falso per le uscite quotidiane. <\/p>\n<p>Uno studio condotto in Inghilterra dalla Ledbury Research smonta definitivamente il mito che gli acquirenti dei falsi siano, per lo pi\u00f9, giovani single squattrinati. Chi compra Yves St. Laurent, Chanel o Burberry (le marche pi\u00f9 bersagliate) falsi ha le stesse probabilit\u00e0 di essere sposato, occupato o di guadagnare pi\u00f9 di 70 mila euro l&#8217;anno di chi si attiene rigorosamente agli originali. Del resto, l&#8217;acquirente di falsi compra, spesso, anche il prodotto autentico. <\/p>\n<p>In generale, infatti, chi compra patacche tende a spendere complessivamente di pi\u00f9, nell&#8217;arco di un anno, di chi vuole solo originali. Nonostante la motivazione generale siano i prezzi troppo alti dell&#8217;autentico, non \u00e8 gente che vuole spendere di meno. E&#8217; gente che vuole comprare di pi\u00f9. <\/p>\n<p>Le indagini psicologiche dicono che il senso di colpa degli acquirenti di falsi \u00e8 minimo. Ma l&#8217;impatto \u00e8 devastante. Naim sostiene che la lotta contro le contraffazioni &#8220;\u00e8 una delle grandi battaglie del nostro tempo&#8221;. Negli ultimi dieci anni, il commercio mondiale di prodotti contraffatti \u00e8 cresciuto otto volte pi\u00f9 in fretta del commercio legittimo. Valeva 5 miliardi di dollari nel 1980, quando si contraffacevano soprattutto Vuitton e Gucci. Vale quasi 500 miliardi di dollari, oggi, fra il 5 e il 10 per cento del prodotto mondiale: in pratica, il fatturato che si otterrebbe mettendo insieme la Toyota, la Shell e cinque aziende del calibro di Nokia e Microsoft. <\/p>\n<p>Solo in Europa, secondo un&#8217;altra ricerca, i falsi tagliano, ogni anno, di 7,5 miliardi di euro il fatturato delle industrie legittime di abbigliamento e scarpe (per capirci, una cifra pari a tre quarti degli incassi mondiali della Nike), di 3 miliardi di euro quello delle aziende di cosmetica, di quasi 4 miliardi il fatturato di giocattoli e attrezzi sportivi, di 1,5 miliardi quello della farmaceutica. Ma la patacca si nasconde ovunque: un decimo dei ricambi auto \u00e8 falso e, spesso, difettoso, come nei dischi dei freni trovati pieni di sabbia compressa. <\/p>\n<p>In totale, in Europa, stimano gli esperti di Bruxelles, 125 mila posti di lavoro, negli ultimi dieci anni, sono svaporati sulle bancarelle del falso. In America, i giganti di Hollywood stimano di perdere oltre 6 miliardi di dollari l&#8217;anno (una cifra che equivale a pi\u00f9 di un quarto del fatturato Disney) per colpa dei dvd pirata e, sempre pi\u00f9, di Internet: c&#8217;\u00e8 un milione di film disponibile online e 500 mila copie vengono scaricate ogni giorno. <\/p>\n<p>Da una parte, nella battaglia di cui parla Naim, ci sono i giganti dell&#8217;industria mondiale. Per loro, il boom del falso \u00e8, anzitutto, la vendetta del &#8220;brand&#8221;, per cui tanto hanno lottato. Pi\u00f9 forte un marchio, pi\u00f9 acuta la spinta a contraffarlo. Ma \u00e8 anche affacciarsi su quella che l&#8217;Union des fabricants chiama &#8220;il lato oscuro della globalizzazione&#8221;. Per espandersi in fretta in tutto il mondo, le multinazionali hanno intrecciato una rete infinita di accordi di produzione su commessa, su licenza, soprattutto &#8211; a caccia di costi bassi &#8211; in Cina, Taiwan, Vietnam. Ed \u00e8 l\u00ec che nasce il grosso dei falsi. <\/p>\n<p>I siti delle varie associazioni industriali anti-contraffazione sono pieni di patetici elenchi di contromisure, che spaziano dal Dna alle etichette termoretraibili, agli inchiostri invisibili. Ma \u00e8 difficile tenerli nascosti ai propri fornitori. <\/p>\n<p>Allora, dall&#8217;altra parte, chi c&#8217;\u00e8? Il loro doppio, direbbe l&#8217;Union des fabricants. Il falso \u00e8 globale, onnipresente e mostra la stessa faccia in tutto il mondo. Da Canal Street a New York a Wembley Market a Londra, da Ciudad del Este in Paraguay al Fake Market di Shangai, nei supermercati del falso c&#8217;\u00e8 sempre una fila di negozi tutti uguali, dove si affastellano gli stessi identici prodotti, senza nessun tentativo di effetto-vetrina. Ma l&#8217;idea che, dietro tutto questo, ci sia un&#8217;economia del sottoscala \u00e8 un altro mito. <\/p>\n<p>Dietro, secondo la stessa Union, ci sono network che costituiscono &#8220;un&#8217;industria di produzione di massa&#8221;, capace di stare al passo con gli ultimi sviluppi della tecnologia e di tenere in piedi moderni sistemi di trasmissione, di trasporto e di logistica. E di mobilitare i capitali necessari. Ci vogliono da 50 a 100 mila euro per acquisire certe presse e 3-600 mila euro per una linea di produzione plastica. In pi\u00f9, la distribuzione avviene in importi rilevanti. All&#8217;aeroporto parigino di Roissy, nel 2002, i doganieri hanno sequestrato, in un unico carico, 2 tonnellate e mezzo (esatto, tonnellate) di orologi falsi, prodotti a Hong Kong e diretti in Spagna. <\/p>\n<p>Solo la criminalit\u00e0 organizzata, secondo molti, ha le capacit\u00e0 e i fondi per gestire questo traffico e il falso \u00e8, spesso, uno strumento di riciclaggio di denaro sporco. Ma l&#8217;idea dell&#8217;industria della contraffazione come una sorta di attivit\u00e0 a lato \u00e8 un altro mito. Un singolo camion di sigarette contraffatte pu\u00f2 portare un profitto di quasi 500 mila euro. Per Alain Defer, capo dell&#8217;unit\u00e0 francese anti-contraffazione, i guadagni sono analoghi a quelli della droga: &#8220;Circa 10 euro per ogni euro di investimento&#8221;. <\/p>\n<p>Il rischio di essere beccati \u00e8 &#8220;virtualmente inesistente&#8221; e le pene molto inferiori: due anni di prigione contro dieci. E, poi, dipende dal falso. A prima vista non ci si crede, ma, dice Cristophe Zimmerman, un consulente della Commissione europea, &#8220;un chilo di cd pirata vale pi\u00f9, in Europa, di un chilo di marijuana&#8221;. Ecco il conto: &#8220;Un videogame in migliaia di copie clonate costa 20 centesimi a produrlo e si vende a 45 euro. La cannabis costa, sul mercato, 1,52 euro a grammo e si vende circa a 12 euro. Ne consegue che si fanno otto volte pi\u00f9 profitti a trafficare in prodotti digitali che in droga&#8221;. <\/p>\n<p>Fonte:<br \/>\nLa Repubblica<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; Fra le file ordinate di giornali e riviste, l&#8217;orologio al polso di Orazio spicca come un faro. &#8220;\u00c8 un Omega [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[41],"tags":[60],"class_list":["post-25386","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-notizie","tag-notizie-2009"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25386","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=25386"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25386\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=25386"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=25386"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=25386"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}