{"id":25111,"date":"2009-01-09T00:00:00","date_gmt":"2009-01-09T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/dev.italcam.com.br\/noticia\/rapporto-shock-economia-mondiale-minacciata-dai-cambiamenti-climatici\/"},"modified":"2009-01-09T00:00:00","modified_gmt":"2009-01-09T00:00:00","slug":"rapporto-shock-economia-mondiale-minacciata-dai-cambiamenti-climatici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/rapporto-shock-economia-mondiale-minacciata-dai-cambiamenti-climatici\/","title":{"rendered":"Rapporto shock: economia mondiale minacciata dai cambiamenti climatici"},"content":{"rendered":"<p>Il cambiamento climatico \u00e8 la massima sfida che il mondo dovr\u00e0 affrontare nei prossimi anni. Se non verr\u00e0 fatto nulla per arginare le attuali emissioni di Co2 i danni per l\u2019economia globale equivarranno a una perdita complessiva del Pil del 20% pari all\u2019impatto negativo delle due ultime guerre mondiali messe assieme. <\/p>\n<p>L\u2019unico modo per fare fronte all\u2019emergenza \u00e8 sostenere costi equivalenti all\u20191% del Pil mondiale entro il 2050. Un esborso oneroso, ma tutto sommato modestissimo rispetto ai danni irreparabili che il pianeta sta correndo.<\/p>\n<p>L\u2019allarme viene lanciato oggi da un rapporto commissionato dal Governo inglese a Sir Nicholas Stern, ex capo economista della Banca Mondiale. In un densissimo studio di 700 pagine, Stern giunge alla conclusione che si \u00e8 ancora in tempo per evitare il peggio ma i Governi devono agire al pi\u00f9 presto. <\/p>\n<p>L\u2019obiettivo dell\u2019economista \u00e8 stabilizzare le emissioni di Co2 a 500-550 parti per milione rispetto alle attuali 430. A prima vista pare un risultato assai ragionevole, ma il rapporto spiega che per raggiungerlo, da qui al 2050, bisogner\u00e0 ridurre di tre quarti le emissioni potenziali che si accumulerebbero al ritmo di crescita attuale. Per fare ci\u00f2, oltre a ridurre le emissioni di Co2, i Governi dovranno porre al pi\u00f9 presto un freno alla deforestazione che pesa per ben il 18% delle emissioni mondiali, pi\u00f9 di quanto causato dall\u2019intero sistema dei trasporti.<\/p>\n<p>Da un anno nel mondo anglosassone il dibattito sul cambiamento climatico sta assumendo un ritmo martellante dopo che vari politici, compresi quelli della destra conservatrice, si sono resi conti che il problema \u00e8 assai serio. In Gran Bretagna, oltre al partito liberaldemocratico, che da anni \u00e8 sensibile all\u2019ambiente, quello conservatore, sotto la guida di David Cameron, sta cavalcando il tema in modo crescente proponendo tasse \u201cverdi\u201d legate al consumo di Co2. La risposta del Governo laburista non si \u00e8 fatta attendere ed \u00e8 giunta con il rapporto Stern. Ma il Governo, contrariamente agli altri partiti, pare pi\u00f9 orientato a promuovere un crescente commercio delle quote di emissioni di Co2 (i Paesi che inquinano accumulano debiti che pagano verso quelli che non inquinano e accumulano crediti).<\/p>\n<p> Il cancelliere dello Scacchiere Gordon Brown ha peraltro inviato una lettera all\u2019Unione europea chiedendo di dare massima priorit\u00e0 al tema ambientale e mettere in atto misure volte a ridurre le emissioni del 30% entro il 2020 e del 60% entro il fatidico 2050.<\/p>\n<p>Dato che l\u2019immagine vuole la sua parte Brown ha nominato oggi Al Gore, l\u2019ex vice-presidente degli Stati Uniti sotto Bill Clinton, suo consigliere speciale in materia ambientale. Gore negli ultimi anni si \u00e8 riciclato come paladino dei temi ambientali e il suo film sull\u2019argomento \u00abAn Inconvenient Truth\u00bb \u00e8 stato un successo mondiale.<\/p>\n<p>Fonte:<br \/>\nIl Sole 24 Ore<br \/>\nMarco Niada<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il cambiamento climatico \u00e8 la massima sfida che il mondo dovr\u00e0 affrontare nei prossimi anni. 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