{"id":25020,"date":"2009-01-09T00:00:00","date_gmt":"2009-01-09T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/dev.italcam.com.br\/noticia\/ecco-il-microchip-di-plastica-parla-e-da-consigli\/"},"modified":"2009-01-09T00:00:00","modified_gmt":"2009-01-09T00:00:00","slug":"ecco-il-microchip-di-plastica-parla-e-da-consigli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/ecco-il-microchip-di-plastica-parla-e-da-consigli\/","title":{"rendered":"Ecco il microchip di plastica: parla e d\u00e0 consigli"},"content":{"rendered":"<p>Azienda inglese apre la prima fabbrica al mondo per produrre i microconduttori. Potrebbero prendere il posto di quelli al silicio<br \/>\nDI ENRICO FRANCESCHINI<\/p>\n<p>LONDRA &#8211; Il giorno in cui, indossando la giacca prima di uscire per andare in ufficio, la giacca ci ricorder\u00e0 gli appuntamenti della giornata, le telefonate da fare e le commissioni da sbrigare, non \u00e8 lontano. Un&#8217;azienda high-tech britannica ha ottenuto i finanziamenti per costruire la prima fabbrica al mondo di microconduttori di plastica, una svolta che potrebbe rivoluzionare il settore dell&#8217;elettronica e non soltanto quello, introducendo un futuro da fantascienza nella nostra vita quotidiana. <\/p>\n<p>Costruiti in plastica anzich\u00e9 in silicio, come avviene attualmente, i nuovi microchip ridurranno enormemente i costi facendo scendere i prezzi di una vasta gamma di prodotti, dai computer ai televisori a gadget di ogni tipo; e in un secondo tempo potranno essere inseriti anche in prodotti non elettronici, come le confezioni di alimentari o i capi di abbigliamento, per comunicare all&#8217;acquirente una serie di informazioni: dalle istruzioni per l&#8217;uso, per esempio come cucinare un determinato cibo o come lavare un maglione di cachemire, a messaggi assai pi\u00f9 sofisticati e personalizzati, da modificare di volta in volta, come l&#8217;agenda degli impegni della giornata. Un microchip &#8220;parlante&#8221;, insomma, ci terr\u00e0 compagnia. <\/p>\n<p>Gli esperti prevedono che il passaggio ai microconduttori di plastica sar\u00e0 la nuova frontiera tecnologica dei prossimi trent&#8217;anni. Tutte le maggiori aziende del pianeta rincorrono il progetto: ci stanno gi\u00e0 lavorando, fra le altre, l&#8217;americana Lucent, l&#8217;olandese Philips, la giapponese Hitachi, la sudcoreana Samsung e la taiwanese Au Optronics. Ma a varcare per prima il traguardo \u00e8 una piccola societ\u00e0 di Cambridge, Inghilterra, la Plastic Logic, fondata nel 2000, con novanta dipendenti e azionisti importanti come Intel, maggiore azienda costruttrice di microchip del mondo, e Basf, maggior gruppo industriale chimico del mondo. <\/p>\n<p>&#8220;Abbiamo un vantaggio tecnologico di due anni sulla concorrenza in questo campo&#8221;, ha detto il presidente della Plastic Logic, Hermann Hauser, al Financial Times. Per costruire la fabbrica dei microchip di plastica, la sua azienda ha raccolto un finanziamento pari a circa 70 milioni di euro. Significativa la scelta del luogo: Dresda, nell&#8217;ex-Germania orientale, citt\u00e0 che fu a lungo il centro della produzione di micro-elettronica per l&#8217;intero blocco sovietico. Un altro fattore in favore di Dresda sono stati i finanziamenti che il governo tedesco fornisce per attirare investimenti esteri. <\/p>\n<p>&#8220;Il nostro impianto potrebbe condurre a un&#8217;era di prodotti elettronici estremamente economici, in cui circuiti elettronici sono inseriti negli abiti che indossiamo, ad esempio per darci automaticamente le istruzioni sulle cose da fare nell&#8217;arco della giornata&#8221;, afferma Hauser. I microchip al silicio, che nel 2006 hanno avuto un fatturato mondiale di oltre 200 miliardi di euro, non saranno messi fuori commercio. Ma la Plastic Logic si aspetta vendite annue vicine al miliardo di euro entro cinque-dieci anni. I suoi primi prodotti saranno una serie di schermi leggeri, resistenti e flessibili, dello spessore di una carta di credito. <\/p>\n<p>Fonte:<br \/>\nLa Repubblica<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Azienda inglese apre la prima fabbrica al mondo per produrre i microconduttori. 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