{"id":24860,"date":"2009-01-09T00:00:00","date_gmt":"2009-01-09T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/dev.italcam.com.br\/noticia\/per-gli-studi-di-settore-rincari-dal-12-al-50-con-i-nuovi-indici\/"},"modified":"2009-01-09T00:00:00","modified_gmt":"2009-01-09T00:00:00","slug":"per-gli-studi-di-settore-rincari-dal-12-al-50-con-i-nuovi-indici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/per-gli-studi-di-settore-rincari-dal-12-al-50-con-i-nuovi-indici\/","title":{"rendered":"Per gli studi di settore rincari dal 12 al 50% con i nuovi indici"},"content":{"rendered":"<p>Il responso degli studi di settore 2007 dipender\u00e0 in larga parte dalle situazioni di anomalia proprie dei singoli contribuenti. Situazioni che fanno emergere un ricavo supplementare rispetto al passato. Le prime simulazioni, che mettono a confronto i risultati di Gerico in relazione a valori rimasti immutati fra 2005 e 2006, testimoniano come gli esiti di incorenza del 2005 in genere incidono sui ricavi, anche con percentuali consistenti (nei casi considerati si va dal 12, al 30 fino al 50% rispetto a quanto dichiarato). Questo anche se in alcune circostanze le incoerenze non producono aumento di ricavi. Dunque, l&#8217;effetto non \u00e8 automatico.<\/p>\n<p>Il nuovo Gerico<br \/>\nLa principale novit\u00e0 del software \u00e8 nella modalit\u00e0 con cui l&#8217;eventuale scostamento del contribuente rispetto a parametri di normalit\u00e0 economica pu\u00f2 generare una maggiore richiesta in termine di ricavi o compensi congrui (valore puntuale). L&#8217;intento dei tecnici dell&#8217;Agenzia \u00e8 evitare che i contribuenti raggiungano la congruit\u00e0 evidenziando dati contabili e strutturali non in linea con quelli reali. In tali ipotesi, la situazione del contribuente era comunque di congruit\u00e0, mentre l&#8217;eventuale non coerenza poteva comportare solo l&#8217;inserimento nelle liste selettive da sottoporre a verifica.<\/p>\n<p>L&#8217;incoerenza e il target<br \/>\nUna prima osservazione \u00e8 quella che nega un legame diretto tra i &#8220;vecchi&#8221; indici di (in)coerenza e i nuovi livelli di congruit\u00e0 e normalit\u00e0 economica, come \u00e8 possibile verificare nell&#8217;esempio del produttore di calze riportato in pagina (questi era non coerente nel 2005 e rimane tale nel 2006, senza che ci\u00f2 imponga alcuna maggiore pretesa dello studio di settore). Infatti, il decreto del 20 marzo 2007 si compone di una serie di tabelle (allegati) che riportano i cosiddetti valori soglia &#8211; minimi o massimi &#8211; dei differenti indicatori. Solo nel caso in cui, indipendentemente dall&#8217;evidenziazione dell&#8217;incoerenza, si registrino distonie rispetto a tali valori, il software propone, nelle pagine finali, una ulteriore &#8220;finestra&#8221; in cui appare il calcolo della normalit\u00e0 economica.<br \/>\nDai conteggi si pu\u00f2 apprezzare il reale effetto (se esiste) del nuovo meccanismo di calcolo. L&#8217;impatto non \u00e8 immediato, in quanto le soglie e i correttori variano da studio a studio, differiscono per zona di esercizio dell&#8217;attivit\u00e0 e, infine, non sempre sono proposti direttamente dal software. Ci\u00f2 che invece \u00e8 noto \u00e8 il peso del correttore che, ovviamente, agisce su una differente base di computo (maggiore \u00e8 la distanza rispetto alla normalit\u00e0 maggiore \u00e8 l&#8217;incremento dei ricavi congrui).<\/p>\n<p>Per comprendere l&#8217;effetto delle novit\u00e0, \u00e8 possibile utilizzare i dati di alcuni studi di settore del periodo d&#8217;imposta 2005 di contribuenti che risultavano congrui ma non coerenti. Inserendo gli stessi dati nel nuovo software, si comprende l&#8217;impatto effettivo che deriva dal calcolo definitivo (in una situazione teorica di parit\u00e0 di dati strutturali e contabili). Da una prima impressione, ci\u00f2 che pu\u00f2 influire in modo negativo sui conteggi \u00e8 unicamente una &#8220;non normalit\u00e0&#8221; che evidenzi risultanze peggiori rispetto a quelle standard. Diversamente, sembrerebbe che performance oltre soglia (in positivo) rimangano arginate alla sola evidenza di incoerenza, senza comportare alcuna maggiore richiesta di ricavi o compensi.<\/p>\n<p>L&#8217;anormalit\u00e0 e i ricavi<br \/>\nIn alcune situazioni limite, invece, il nuovo software &#8220;pretende&#8221; maggiori ricavi o compensi. Ci\u00f2 accade quando si manifesta una differenza con gli indicatori-soglia, di modo che si possa attivare l&#8217;utilizzo di particolari coefficienti (anch&#8217;essi riportati negli allegati al provvedimento del 20 marzo 2007) che correggono, al rialzo, la richiesta di Gerico. Negli esempi riportati in pagina, \u00e8 il caso del gommista, del commerciante e dell&#8217;agente di commercio. L&#8217;obiettivo dello studio, anche in presenza dei correttivi di normalit\u00e0, \u00e8 comunque espresso in modo univoco, con il solito riferimento all&#8217;ammontare di ricavi o compensi minimi e puntuali. Il risultato finale \u00e8 divisibile in due componenti: una &#8220;vecchia&#8221;, corrispondente al funzionamento del software delle precedenti versioni, e una &#8220;nuova&#8221; che incrementa la precedente e rappresenta il reale maggior imponibile del nuovo software. Negli esempi (si veda il caso del commerciante al dettaglio) si ha modo di comprendere come differenze rilevanti sull&#8217;indice di rotazione del magazzino possano indicare una non corretta esposizione del valore delle rimanenze che, dal software, sono comunque ipotizzate come vendute, con conseguenti maggiori ricavi. Diversamente, un basso indicatore del valore aggiunto per addetto, significa che la forza lavoro impiegata appare &#8220;eccedente&#8221; rispetto al dichiarato, con conseguente riproporzionamento delle vendite. Resta da capire se vi potr\u00e0 essere una &#8220;discussione&#8221; con gli uffici, in sede di contraddittorio, in relazione agli incrementi o, come sembra, il risultato finale sia un importo da prendere o lasciare.<\/p>\n<p>Fonte:<br \/>\nIl Sole 24 Ore<br \/>\nGian Paolo Ranocchi e Giovanni Valcarenghi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il responso degli studi di settore 2007 dipender\u00e0 in larga parte dalle situazioni di anomalia proprie dei singoli contribuenti. 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