{"id":24666,"date":"2009-01-09T00:00:00","date_gmt":"2009-01-09T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/dev.italcam.com.br\/noticia\/telco-pronta-al-varo-anche-senza-il-si-in-brasile\/"},"modified":"2009-01-09T00:00:00","modified_gmt":"2009-01-09T00:00:00","slug":"telco-pronta-al-varo-anche-senza-il-si-in-brasile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/telco-pronta-al-varo-anche-senza-il-si-in-brasile\/","title":{"rendered":"Telco pronta al varo anche senza il s\u00ec in Brasile"},"content":{"rendered":"<p>Indipendentemente da eventuali ulteriori rinvii dell&#8217;Anatel brasiliana, il closing Telco \u00e8 fissato entro il 15 novembre. L&#8217;impegno era stato ribadito per iscritto gi\u00e0 a met\u00e0 luglio da tutti i soci Telco, riprendendo i termini del contratto preliminare per la vendita di Olimpia (titolare del 18% di Telecom Italia) che prevedeva, nel caso non fossero giunte le decisioni regolamentari pendenti entro il termine di 180 giorni dalla conclusione dell&#8217;accordo \u2013cio\u00e8 entro il31ottobre \u2013, che il closing avrebbe avuto luogo comunque entro 15 giorni.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 non significa che la pronuncia dell&#8217;Anatel sia irrilevante. Proprio per questo i soci Telco avevano deciso di attendere, ma appunto solo per i 180 giorni previsti. Tuttavia l&#8217;unico evento che potrebbe provocare la risoluzione del contratto, mandando a monte definitivamente l&#8217;operazione Telco, sarebbe una decisione dell&#8217;Authority delle tlc brasiliane che ponesse \u00abcondizioni e prescrizioni\u00bb (come recita il punto 2.3 del contratto preliminare di compravendita) che debbano essere soddisfatte prima del closing e che non possano essere soddisfatte solo da Telefonica.<\/p>\n<p>In pratica l&#8217;Anatel dovrebbe porre oneri, a esecuzione immediata, solo a carico del gruppo Telecom Italia, che con Tim Brasil \u00e8 il secondo operatore mobile del Paese. Ipotesi ritenuta coralmente dagli esperti legali al lavoro sul dossier quasi dell&#8217;irrealt\u00e0.<\/p>\n<p>Se comunque, come promesso, il caso Telco sar\u00e0 esaminato dall&#8217;Anatel entro il mese di ottobre, il quadro sar\u00e0 pi\u00f9 chiaro. \u00c8 possibile, e molti ritengono sia probabile, che l&#8217;Anatel non si accontenter\u00e0 di un impegno scritto di non ingerenza nella gestione di Tim Brasil da parte di Telefonica, che a sua volta in joint con Portugal Telecom controlla Vivo, il primo operatore mobile del Paese. Se le condizioni fossero particolarmente stringenti per gli spagnoli, il gruppo guidato da Cesar Alierta si troverebbe nella scomoda posizione di dover decidere tra alternative tutte meno soddisfacenti di quanto concordato con Telco. La scissione, ipotesi prevista dagli accordi, sarebbe considerata l&#8217;estrema ratio. Che senso avrebbe infatti pagare un premio di maggioranza per trovarsi con due minoranze del 10% (Telefonica) e del 13,6% (gli altri soci Telco, Generali, Mediobanca, Intesa, Benetton)?<\/p>\n<p>Altra via d&#8217;uscita \u2013 sempre sulla carta \u2013 sarebbe quella di dimezzare la quota di Telefonica in Telco al di sotto del 20% (in trasparenza a meno del 5% di Telecom Italia), perch\u00e9 a quel punto per il regolamento 101 dell&#8217;Anatel il problema non si porrebbe pi\u00f9. L&#8217;Anatel considera infatti controllanti i soggetti che detengano pi\u00f9 del 20% in una societ\u00e0 a capo di un gruppo telefonico. La memoria depositata da Telco sostiene infatti che Telefonica non rientra in questa fattispecie essendo candidata a rilevare azioni di tipo B della holding italiana che non le danno diritti di intervento nella controllata brasiliana di Telecom. Un espediente tecnico-legale che \u00e8 ora al vaglio dell&#8217;Anatel.<\/p>\n<p>La partita si inserisce nel contesto di un pi\u00f9 complesso riassetto del sistema delle tlc brasiliano.<br \/>\nUn contesto in cui \u00e8 in discussione l&#8217;assetto di controllo del primo operatore mobile, conteso tra spagnoli e portoghesi. Dove l&#8217;America movil del magnate messicano Carlos Slim, che con Claro \u00e8 il terzo operatore, sta cercando con schermaglie legali di proteggere i propri interessi dalle evoluzioni indesiderate della situazione. E dove i brasiliani, per il momento, sono relegati in un ruolo marginale.<\/p>\n<p>In questo quadro il riassetto di Brasil Telecom, con Telecom Italia in procinto di uscire dall&#8217;azionariato a favore dei fondi pensione governativi, non \u00e8 irrilevante. Se andasse in porto il progetto governativo di riunire Brasil Telecom con Telemar \u2013 due dei tre tronconi in cui era stato spezzato il monopolista della telefonia fissa \u2013 potrebbero essere unite le controllate delle due societ\u00e0 nel mobile, rafforzando la posizione di quarto operatore dei brasiliani, immediatamente a ridosso di Claro. Anche qui la strada si incrocia nuovamente con Te-lefonica, che ha il controllo del terzo troncone dell&#8217;ex monopolista del fisso, Telefonica do Brasil, operativa nell&#8217;area di San Paolo, una citt\u00e0 da venti milioni di abitanti.<\/p>\n<p>Telefonica ha comunque ribadito, anche ieri, di non essere disposta a rinunciare al ruolo di prim&#8217;attore nella telefonia mobile brasiliana: non ha nessuna intenzione di cedere la sua quota in Vivo che pochi giorni fa il partner Portugal Telecom si era offerto di rilevare. Anzi, lo stesso Alierta poco tempo fa si era detto a sua volta interessato a rilevare il pacchetto dei portoghesi.<\/p>\n<p>Fonte:<br \/>\nIl Sole 24 Ore<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Indipendentemente da eventuali ulteriori rinvii dell&#8217;Anatel brasiliana, il closing Telco \u00e8 fissato entro il 15 novembre. 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