{"id":24662,"date":"2009-01-09T00:00:00","date_gmt":"2009-01-09T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/dev.italcam.com.br\/noticia\/fmi-la-crescita-italiana-rallenta-all13\/"},"modified":"2009-01-09T00:00:00","modified_gmt":"2009-01-09T00:00:00","slug":"fmi-la-crescita-italiana-rallenta-all13","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/fmi-la-crescita-italiana-rallenta-all13\/","title":{"rendered":"Fmi: la crescita italiana rallenta all&#8217;1,3%"},"content":{"rendered":"<p>Il direttore generale uscente del Fondo monetario internazionale, Rodrigo de Rato, non aveva nascosto la sua preoccupazione e aveva appena ribadito in un&#8217;intervista al \u00abFinancial times\u00bb che la crisi dei mutui subprime Usa \u00e8 seria e non mancher\u00e0 di contaminare la crescita dell&#8217;economia mondiale.Ieri sono usciti anche i primi numeri che quantificano l&#8217;effetto di questa contaminazione, sgonfiando la crescita mondiale dell&#8217;anno prossimo dello 0,4 per cento.<br \/>\nUn effetto dal quale, ovviamente, neanche l&#8217;Italia va esente.<\/p>\n<p>Secondo l&#8217;ultima bozza del \u00abWorld economic outlook\u00bb che verr\u00e0 presentato a Washington la prossima settimana, anche il tasso di sviluppo dell&#8217;economia italiana \u00e8 destinato a subire una contrazione di quattro decimi di punto di Pil nel 2008: il nostro Pil crescer\u00e0 quest&#8217;anno non oltre l&#8217; 1,7%e l&#8217;anno prossimo si attester\u00e0 all&#8217;1,3 per cento. <\/p>\n<p>Si tratta di un ridimensionamento rispetto a quanto gli stessi uomini dell&#8217;organismo di Washington prevedevano ancora nello scorso mese di luglio: c&#8217;\u00e8 un ritocco al ribasso dello 0,1% rispetto all&#8217;anno in corso e un ritocco pi\u00f9 consistente per il 2008, per il quale tre mesi fa si prevedeva una dinamica della crescita pari all&#8217;1,7.Unica,magra consolazione: la minor crescita comporter\u00e0 un miglior contenimento della corsa dei prezzi e l&#8217;inflazione, invece che al 2% sar\u00e0 all&#8217;1,9 l&#8217;anno prossimo.<\/p>\n<p>Le stime del Fondo monetario sono pi\u00f9 in grigio rispetto a quelle formulate dal Governo nella Relazione previsionale e programmatica, che vede una crescita dell&#8217;attivit\u00e0 produttiva per quest&#8217;anno pari all&#8217;1,9 per cento mentre colloca l&#8217;incremento del Pil a +1,5 per cento l&#8217;anno prossimo.<\/p>\n<p>Ma non basta: oltre ad essere pi\u00f9 pessimista sulla crescita, l&#8217;outlook del Fmi non manca di annoverare l&#8217;Italia nel gruppo dei paesi &#8220;pigri&#8221; rispetto agli interventi di risanamento delle finanze pubbliche e osserva che, nonostante il buon andamento delle entrate, l&#8217;Italia sta rallentando la marcia. Nella bozza dell&#8217;Economic outlook del Fondo si ricorda infatti che, in base al Patto di stabilit\u00e0, i paesi dell&#8217;area euro \u00abche non hanno ancora raggiunto i propri obiettivi di medio termine, sono tenuti a fare aggiustamenti di almeno mezzo punto percentuale di Pil all&#8217;anno\u00bb. <\/p>\n<p>Tuttavia, si aggiunge, \u00abtale obiettivo sembra improbabile da raggiungere in alcuni paesi dell&#8217;area euro tra i quali la Francia (che ha recentemente approvato un pacchetto di tagli di tasse) e l&#8217;Italia (dove il Governo ha ridotto l&#8217;aggiustamento dibilancio per il 2007 nonostante il significativo aumento delle entrate)\u00bb. Va precisato che in ogni caso anche adesso le stime del Fondo monetario internazionale non sono particolarmente pessimiste. Per l&#8217;intera crescita mondiale si prevede pur sempre un incremento del 4,8% nel 2008: una crescita \u00absostenuta da fondamentali generalmente solidi e dal forte slancio dei mercati emergenti\u00bb. <\/p>\n<p>Anche la Cina, con tutto il suo mezzo punto percentuale di frenata, crescer\u00e0 pur sempre del 10 per cento. Quanto ad Eurolandia, dovr\u00e0 accontentarsi di un + 2,1% invece del +2,5 previsto in precedenza. E, come \u00e8 ovvio, la frenata pi\u00f9 vistosa, pari quasi a un punto percentuale di prodotto, \u00e8 attribuita agli Stati Uniti: il Pil americano, infatti, aumenter\u00e0 soltanto dello 1,9% contro il 2,8 previsto dallo stesso Fmi l&#8217;estate scorsa. <\/p>\n<p>I previsori di Washington avvertono in ogni caso che per tutti \u00abi rischi sono fermamente verso il basso, basati sul timore che le tensioni sui mercati finanziari potrebbero aumentare e provocare un rallentamento globale ancora pi\u00f9 pronunciato\u00bb. Per questo motivo, nella bozza \u00e8 contenuto anche qualche consiglio alla Banca centrale europea: la politica monetaria in Eurolandia, si osserva, oggi \u00abpu\u00f2 restare ferma nel breve periodo, come riflesso dei rischi al ribasso per la crescita e l&#8217;inflazione derivanti dalle turbolenze dei mercati\u00bb. <\/p>\n<p>In futuro, ammettono gli economisti, \u00abquando tali rischi verranno meno, un&#8217;ulteriore stretta potrebbe essere necessaria\u00bb. Ma \u00abnel caso in cui il rallentamento si protragga pi\u00f9 a lungo, un allentamento della politica monetaria dovr\u00e0 essere preso in considerazione \u00bb. Secondo il Fmi, infatti, l&#8217;Europa occidentale \u00e8 stata colpita direttamente dal terremoto del settore dei mutui subprime Usa e \u00abl&#8217;impatto sulla domanda interna potrebbe rivelarsi pi\u00f9 ampio\u00bb del previsto.<\/p>\n<p>Fonte:<br \/>\nIl Sole 24 Ore<br \/>\nRossella Bocciarelli <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il direttore generale uscente del Fondo monetario internazionale, Rodrigo de Rato, non aveva nascosto la sua preoccupazione e aveva appena ribadito in [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[41],"tags":[60],"class_list":["post-24662","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-notizie","tag-notizie-2009"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24662","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=24662"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24662\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=24662"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=24662"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=24662"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}