{"id":24121,"date":"2010-01-08T00:00:00","date_gmt":"2010-01-08T02:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/dev.italcam.com.br\/noticia\/unioncamere-export-e-innovazione-le-chiavi-della-ripresa-per-le-pmi\/"},"modified":"2010-01-08T00:00:00","modified_gmt":"2010-01-08T02:00:00","slug":"unioncamere-export-e-innovazione-le-chiavi-della-ripresa-per-le-pmi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italcam.com.br\/it\/unioncamere-export-e-innovazione-le-chiavi-della-ripresa-per-le-pmi\/","title":{"rendered":"Unioncamere: export e innovazione le chiavi della ripresa per le Pmi"},"content":{"rendered":"<p>Per cogliere la ripresa, le pmi puntano su innovazione e conquista dei mercati stranieri. Dopo un 2009 in chiaro scuro, segnato, soprattutto, da un brusco calo dell&#39;export, le previsioni per il nuovo anno del settore manifatturiero sono tutt&#39;altro che remissive. <\/p>\n<p>Secondo un sondaggio di Unioncamere, realizzato su 1.200 aziende, emerge un aumento delle pmi manifatturiere esportatrici (pari oggi al 69,2% del totale di quelle tra i 20 e i 499 dipendenti, a fronte del 61,3% dello scorso anno), con una quota, media, di fatturato estero del 45% del totale. La scommessa &egrave;, anche, sull&#39;innovazione: il 32,8% delle imprese ha dichiarato di aver investito nel 2009 e di aver intenzione di continuare a investire anche il prossimo anno. <\/p>\n<p>A questa quota, si pu&ograve; aggiungere un ulteriore 16,9% di imprese che, dopo aver investito nel 2009, nel 2010 cercher&agrave; di far fruttare le proprie innovazioni e un altro 7,9% di aziende che, invece, dopo un atteggiamento cauto nel 2009, intende procedere a nuovi investimenti nel 2010. Mostra soddisfazione il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, che parla di &laquo;un&#39;ottima premessa per il prossimo futuro&raquo;.<\/p>\n<p>Il 30% delle pmi manifatturiere pensa che il 2010 porter&agrave; di nuovo un aumento del fatturato aziendale. Una quota analoga si attende un incremento delle esportazioni e un altrettanto significativo 24%, una ripresa degli ordinativi interni. Solo un quarto delle piccole e medie imprese prevede un incremento della produzione. Secondo Unioncamere, la pi&ugrave; sostenuta dinamica delle vendite rispetto a quella della produzione pu&ograve; essere ricondotta &laquo;non solo alla possibile importazione di semilavorati da altre imprese all&#39;estero &#8211; poi assemblati e commercializzati in Italia &#8211; ma soprattutto a un incremento dei valori medi unitari dei prodotti e, quindi, del loro livello qualitativo: una conferma della sempre pi&ugrave; spiccata capacit&agrave; delle Pmi italiane di competere sulle fasce pi&ugrave; alte dei mercati internazionali&raquo;.<\/p>\n<p>A livello territoriale, evidenzia, ancora, il sondaggio, a essere pi&ugrave; ottimiste sono le pmi del Nord-Ovest: +16,8 punti percentuali la differenza tra diminuzione e incremento nel 2010 del fatturato. Sud e Isole, al contrario, sembrano, ancora, scontare gli effetti &quot;di coda&quot; della crisi che ha investito il Belpaese. Anche se, le pmi esportatrici del Meridione risultano molto agguerrite nel 2010: nonostante di numero relativamente pi&ugrave; contenuto rispetto al Centro-Nord, presentano il saldo pi&ugrave; elevato tra previsioni di crescita e diminuzione dell&#39;export nel 2010 (+16,3 punti). <\/p>\n<p>D&#39;altronde, spiegano da Unioncamere, alcuni mercati sembrano sostenere la domanda di produzioni manifatturiere italiane pi&ugrave; di altre, in particolar modo gli Stati Uniti, grazie ad alimentare, moda e arredamento. I paesi Bric (Brasile, Russia, India e Cina) si confermano quelli che tireranno la volata. Per l&#39;Ue, invece, la quota di imprese che prevedono un aumento delle vendite &egrave;, ancora, inferiore a quella che continua a subire flessioni.<\/p>\n<p>Fonte:<br \/>Il Sole 24 Ore<br \/>Claudio Tucci<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per cogliere la ripresa, le pmi puntano su innovazione e conquista dei mercati stranieri. 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