PITTORESCA – Gramsci per i bambini e altri confini

23/09/2021

Uno dei miei posti preferiti da scoprire sono le librerie per bambini: tra i classici e le opere per il divertimento e l’apprendimento, ci sono grandi tesori. Libri firmati da grandi scrittori e pensatori dell’umanità che hanno dedicato alcune pagine ai più piccoli su temi rilevanti per la formazione dell’essere umano.

È così che ho trovato, qualche giorno fa, un’opera che mi ha doppiamente sorpreso: sugli scaffali del piccolo (e grazioso) negozio di giocattoli Maritaca, nel quartiere di Sumaré, a San Paolo, c’era un vecchio racconto della tradizione orale italiana , più precisamente del paesino di Ales, in Sardegna, terra del filosofo Antonio Gramsci (1891-1937). L’opera è stata firmata da lui.

L’opera di Gramsci e Domènech è una scoperta della narrativa orale popolare dell’interno della Sardegna

La pubblicazione di “O Rato e a Montanha” [“Il Topo e la Montagna”] (Casa editrice Boitatá) è stata resa possibile grazie ad una lettera di Gramsci alla moglie Giulia. Nel 1931, quando era in carcere, lui chiese a lei di raccontare ai suoi figli, Delio e Giuliano, una storia del suo paese che lì riassunse. È la storia di un topo che, pentito di aver rubato il latte di un bambino, decide di prenderne ancora con la capra. Ma quello che sembrava un compito semplice diventa un lungo viaggio, che coinvolgerà un intero villaggio in uno sforzo collettivo per invertire i danni della guerra e dello sfruttamento dell’ambiente e dei beni comuni.

Nonostante la profondità del tema, “Il topo e la montagna” è consigliato ai lettori principianti

Gramsci, uno dei più grandi pensatori del Novecento, ha voluto conoscere la reazione dei suoi bimbi alla storia. Non ci sono documenti se il racconto sia stato trasmesso ai suoi figli, tuttavia, la narrazione orale di un villaggio situato su un’isola nel Mar Mediterraneo ha attraversato i confini fisici e temporali ed è ora alla portata di innumerevoli bambini – e adulti che amano scavare nei libri per i piccoli.

Pubblicato per la prima volta in inglese, “The Journey” di Francesca Sanna è stato tradotto in diverse lingue e ha vinto il premio Society of Illustrators 2016

È curioso che sulla stessa libreria di Maritaca ci sia una pubblicazione di un autore italiano che integra il racconto orale del famoso villaggio del filosofo: “A Viagem” [“The Journey“] (editori V&R). L’opera è di Francesca Sanna, anche lei sarda e nata un secolo dopo Gramsci. L’illustratore è stata ispirata da storie vere di persone che, a causa delle guerre, sono state costrette a lasciare le sue terre d’origine. La storia è raccontata attraverso gli occhi di un bambino rifugiato, che, senza capire le ragioni di tante disavventure, aspira ad essere come gli uccelli, che possono attraversare qualsiasi confine e trovare un posto sicuro dove vivere.

Sia nell’Italia di Gramsci, che visse il periodo mussoliniano (1925-1943), sia nell’attuale Italia di Francesca, porta d’Europa per tanti profughi, i 100 anni che separano i due autori non sono bastati a risolvere grandi crisi dell’umanità. Nella vita reale, il topo continua a bere il latte del bambino, ma senza rimpianti. Senza cibo e con la sua città distrutta dalla guerra, il bambino è costretto ad attraversare i confini per vivere. Tuttavia, nessuno gli ha detto che ci sono capre in altri Paesi che non vogliono condividere il suo latte con estranei. E il bambino continua a piangere.

L’opera di Francesca Sanna propone riflessioni per i giovani lettori sulla crisi umanitaria dei rifugiati

“Il vecchio mondo agonizza, un mondo nuovo tarda a nascere, e in questo chiaroscuro scoppiano i mostri”, scrisse il filosofo, che vedeva nell’educazione e nella scuola per tutti un cammino di trasformazione, attraverso l’emergere di una nuova mentalità.

Lettera di Antonio Gramsci a Giulia pubblicata nel libro “O Rato e a Montanha”

Immagini: Bruna Galvão

BRUNA GALVÃO è giornalista specializzata in Italia / bruna.galvao@agenciacerne.com.br