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Fmi: ripresa in arrivo, ma Italia resta a rischio

Rapporto del Fondo monetario internazionale: Pil dei dodici a +2,25% nel 2005, ma domanda fiacca nel nostro Paese

MILANO – L’economia di Eurolandia è in ripresa ma Germania e Italia faticheranno più degli altri Paesi europei ad intercettare il rilancio. In particolare per quanto riguarda il nostro Paese, la riforma delle pensioni è un passo positivo, mentre è assolutamente da evitare il previsto taglio delle tasse. A sostenerlo è il Fondo monetario internazionale (Fmi) nel consueto rapporto annuale sull’economia dei Dodici.

ECONOMIA DI EUROLANDIA IN CRESCITA – L’economia dei Paesi della zona euro è caratterizzata da una ripresa che «ha guadagnato velocità, ma è in ritardo rispetto all’economia globale». Per quest’anno i tecnici del Fmi si aspettano una crescita complessiva nella zona euro del 2% circa e per il prossimo del 2,25% circa.

DOMANDA DEBOLE IN GERMANIA E ITALIA – A tirare l’economia di Eurolandia è soprattutto la forte domanda globale attraverso le esportazioni, mentre «la velocità della domanda interna è particolarmente debole in Germania e Italia». I tecnici dell’Fmi sottolineano al contrario la crescita più sostenuta in Francia e nella maggior parte delle economie minori della zona euro. In generale – nota il rapporto – «i consumi privati sono rimasti deboli a causa del mercato del lavoro fiacco, delle incertezze sull’occupazione e delle minori aspettative sul reddito futuro».

PENSIONI ED IRPEF – Per quanto riguarda più specificatamente l’Italia, è stata promossa la riforma delle pensioni e bocciato l’annunciato taglio dell’Irpef. «Occorre evitare tagli nelle tasse durante il risanamento e il consolidamento» dei conti pubblici: ha detto infatti Michael Deppler, direttore del Dipartimento Europeo al Fondo Monetario Internazionale, riferendosi all’Italia.
La riforma delle pensioni decisa dal governo italiano piace invece all’Fmi: «Accogliamo molto favorevolmente» il provvedimento, ha detto Deppler.

Corriere della Sera
4/8/2004