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America del Sud più unita e più forte

Quito – Una firma su 44 punti di intesa. Il presidente della Repubblica ecuadoriana Lucio Gutiérrez e quello brasiliano, Luis Inácio Lula da Silva sono d’accordo sulla priorità da dare all’integrazione dell’America Latina attraverso la democrazia e “l’inclusione sociale”.

Durante la visita-lampo che si è svolta oggi del presidente brasiliano in Ecuador, il documento congiunto parla non solo di tematiche economiche, ma di un progetto comune generale che coinvolge l’America Latina. Il tutto sulla base del riconoscimento dei differenti livelli di sviluppo economico dei Paesi della regione, le relative strategie di sviluppo nazionale e i problemi sociali di questi Paesi, aggravatisi negli ultimi anni.

Una delle idee lanciate da Lula é l’unione del Mercosur con le Comunità Andine: “priorità all’integrazione dell’America del Sud” si legge nel documento, secondo un modello di sviluppo che coniughi crescita economica, giustizia sociale e dignità dei cittadini.

“La possibilità che tutto il Sud America sia uno spazio comune è già reale – dice dal Brasile la giornalista e storica italica Claudia Furiati -. Ci sono ovviamente delle difficoltà presenti, come interessi specifici di ogni Paese nel proprio progetto di sviluppo, e passate, come l’eredità strutturali, sotto il segno della dominazione degli Stati Uniti nel continente”.

I progressi però sarebbero evidenti, secondo la giornalista, e sarebbero merito soprattutto degli attuali responsabili della politica estera brasiliana, mentre prima l’integrazione “era niente di più di un bel discorso”. Una smania di egemonia brasiliana? No, secondo la storica sociale si tratterebbe più di una forza politico-economica nella regione “che dovrà essere relativizzata dal dialogo per concludere gli accordi”. E confida che Celso Amorim, attuale ministro degli Esteri del Governo Lula ne sia consapevole.

Quanto al confronto con altre realtà di mercati e progetti politici comuni, come quello europeo o degli stati del Nord America, il Brasile sembra voler proporre il sogno dei Paesi ‘del Sud del Mondo’. Lula ci starebbe provando a partire della comunità sudamericana: “E’ giusto che Stati Uniti ed Europa difendano i propri interessi – dice la giornalista – ma oggi sanno che non possono essere un’unica voce e che invece ce n’è un’altra in Sud America, con legami in altri continenti, che inizia a crescere”.

Un ruolo anti-USA però non sarebbe quello che il Brasile ha: “E’ un errore pensarlo – dice la Furiati -, in questo vecchio concetto di confronto. Attenzione che nel Governo Lula ci sono visioni e poteri diversi nella politica economica, alcuni più conservatori, altri più progressisti, ma nessuno di sinistra radicale”.

Ci sarebbe anche un altro aspetto da analizzare,quanto ai collegamenti del Sud America: mente si parla di maggiori legami interni tra i Paese dell’area, nello stesso tempo si è incrementato il numero degli accordi bilaterali, spesso verso gli Stati Uniti: “Anche questo – secondo la Furiati – caratterizza in termini generali lo sviluppo di questo spazio”. Sul futuro però la giornalista é ottimista e a chi obietta che sia impossibile un’unione economica dell’area sudamericana senza un progetto comune risponde citando Lula: “I tempi sono maturi per il sogno”. E aggiunge: “credo nel movimento e nella dialettica”.

News ITALIA PRESS