Ponte sullo Stretto, gara a cinque
Scaduto ieri il termine per la presentazione delle buste per il general contractor dell’opera. Oltre a Impregilo, Astaldi e Risalto in lizza due cordate «misteriose»: forse un gruppo straniero e uno siciliano.
Sono cinque le candidature nella gara per general contractor del Ponte sullo Stretto. O meglio, sono cinque le buste pervenute alla società concessionaria entro il termine ultimo fissato alle 12 di ieri.
Tre cordate sono note: si tratta di quelle guidate rispettivamente da Impregilo, Astaldi e Risalto. Sugli altri due nomi, mistero fitto. Nessuno si è dichiarato pubblicamente. Negli ambienti dei costruttori, si parla di un consorzio di imprese siciliane, una candidatura di bandiera regionalista, forse anche senza le credenziali necessarie, molto alte per le medie imprese.
E si parla di un gruppo straniero, forse canadese, che però al momento non si è fatto identificare. Qualcosa di più se ne potrà forse sapere da qualche indiscrezione oggi, visto che le buste, sigillate fino a ieri, saranno aperte subito dopo l’insediamento della commissione chiamata a verificare il possesso dei requisiti da parte dei candidati. Stretto di Messina è trincerata nel massimo riserbo sui nomi e comunicherà ufficialmente i partecipanti alla gara al momento dell’invio delle lettere d’invito, quindi dopo la fase dell’accertamento dei requisiti.
La gara per il Ponte vale 4,4 miliardi ed è la più grande mai fatta in Italia. «Siamo soddisfatti del numero di buste arrivate — dice l’amministratore delegato di Stretto di Messina, Pietro Ciucci — perché questo era un altro momento della verità per il progetto e la risposta c’è stata, a vedere il numero delle buste e a leggere sui giornali i nomi delle imprese che si sono autodichiarate. Fa piacere vedere che sia presente la migliore imprenditoria nazionale e nomi prestigiosi dell’imprenditoria mondiale».
L’alleanza guidata da Risalto ha ufficialmente annunciato ieri la propria presenza in gara con un comunicato stampa. L’unica novità è nel nome delle società di ingegneria che cureranno i servizi di progettazione: è la joint venture tra le inglesi Mott Mac Donald e Ove Arup, mentre affidataria dell’ingegneria per le strutture in acciaio sarà l’altra inglese Cleveland Bridge Dorman Long Engineering.
Per il resto, Risalto (il consorzio stabile formato da Rizzani de Eccher, Salini e Todini) conferma le indiscrezioni delle settimane scorse (si veda Il Sole-24 Ore del 24 agosto) sulla composizione della cordata, cui parteciperanno l’austriaca Strabag, la francese Bouygues con la Travaux Publics, la spagnola Dragados e l’altra italiana Baldassini Tognozzi.
Risalto non ha reso note le quote, sostenendo che sono ancora suscettibili di modifiche.
Una novità anche nella cordata Impregilo, da cui è uscita Parsons, probabilmente perché la società di ingegneria americana aveva svolto consulenze per Stretto di Messina e rischiava di rendere la cordata inammissibile. Gli altri partner di Impregilo restano immutati: Condotte, Cmc di Ravenna, Grassetto del gruppo Gavio, la francese Vinci, gli spagnoli di Sacyr Vallehermoso, i giapponesi della Ihi (Ishikawajima-Harima Heavy Industries) per le forniture di acciaio.
Anche le quote di questa cordata non sono state dichiarate ma non è stata mai smentita una ripartizione che vuole Impregilo al 38% e Vinci intorno al 20.
Al fianco di Astaldi, che avrà una quota del 23% della propria cordata, gareggeranno Pizzarotti (12%), Vianini (12%), Ccc (10%), Grandi Lavori Fincosit (4%), Maire Engineering (pure 4%) e Ghella (2%).
I partner esteri saranno Nippon Steal Corporation (7%), Ferrovial Agroman (13%) e Necso Entrecanales Cubiertas (13%). Per la progettazione, la giapponese Chodai.
Il Sole 24Ore
16 settembre 2004