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Siniscalco: «Manovra meno recessiva possibile»

Il ministro dell’Economia interviene alla Camera e parla di nuova tassazione del Tfr. Come funziona il «pedaggio ombra»

ROMA – Il governo è disponibile a valutare «nei limiti della compatibilità» la tassazione sul Tfr e a intervenire sul «fiscal drag» in modo da restituirne almeno una parte. Il ministro dell’Economia, Domenico Siniscalco, intervenendo alla Camera, ha fornito precisazioni sui due argomenti assicurando che «c’è l’impegno di prendere in esame la tassazione del Tfr, che non è del tutto equa ed equilibrata rispetto alle altre, e di verificare quanto è opportuno fare sul fronte del fiscal drag», ovvero sull’aumento di prelievo effettivo provocato dall’inflazione.

Siniscalco ha poi affermato, in risposta alle numerose critiche ricevute sia dai sindacati sia da Confindustria, che per il Mezzogiorno la Finanziaria ha varato la cifra di 22 miliardi, la «più alta mai stanziata». Siniscalco ha aggiunto inoltre che «La manovra finanziaria varata è la meno recessiva possibile».

PEDAGGI OMBRA – Siniscalco si è poi soffermato sui «pedaggi ombra», la più discussa (e meno comprensibile) novità annunciata dalla Finanziaria. Il fatto che lo Stato si venda le strade (1500 chilometri) ha stupito tutti, ha provocato le reazioni indignate di chi vede in arrivo i pedaggi e le critiche degli economisti anche e soprattutto dopo la precisazione del ministro: si tratterà di pedaggi ombra.

COME FUNZIONANO – Oggi Siniscalco torna sull’argomento: «Se guardiamo comparativamente – ha detto in Aula – i Paesi europei e quelli industriali in generale, si vede che la grande differenza sulle infrastrutture si riscontra sul modo in cui esse sono finanziate o di fatto pagate dal contribuente, perchè ovviamente è sempre il contribuente che paga questo tipo di investimento. Di fatto ci sono tre modi in cui una infrastruttura può essere finanziata, sia essa una strada o un’autostrada o anche un acquedotto o in alcuni casi, come avviene in Inghilterra, perfino un ospedale.

Il primo modo è attraverso la fiscalità generale, quando lo Stato costruisce una strada e la fa pagare a tutti i contribuenti indistintamente, indistintamente dal fatto che siano automobilisti o meno. L’estremo opposto è il pedaggio, e in Italia è il caso delle autostrade, che sono pagate dall’utente che transita. In mezzo – ha detto ancora Siniscalco – a questi due modi c’è il terzo sistema che è quello dei pedaggi ombra, che abbiamo introdotto nella Finanziaria».

Ecco come dovrebbe funzionare, secondo il ministro, questa terza via. «La strada viene costruita o acquisita da un soggetto privato, ma lo Stato paga un affitto, la remunerazione di questo investimento, ed è lo Stato che lo paga e non l’utente. Ma lo Stato non lo paga in forma fissa, bensì in funzione del numero delle macchine che ci passano. Ciò trasla su chi acquisisce o costruisce questa infrastruttura gli oneri della manutenzione nonchè tutta quella analisi sui costi-benefici che fa sì che l’infrastruttura sia utile piuttosto che inutile».

RISPARMI – Ammontano a 1,93 miliardi di euro i risparmi sulla spesa dei ministeri garantiti dall’imposizione del tetto del 2% in Finanziaria. La cifra viene quantificata nel documento consegnato dallo stesso Siniscalco alla Camera. In particolare, 800 milioni di risparmi arriveranno dagli investimenti fissi lordi, mentre i restanti 1,13 miliardi insisteranno sui consumi intermedi. Tra i singoli dicasteri, la cifra più grossa riguarda quello della Difesa, con una riduzione degli stanziamenti e della autorizzazioni di spesa per 1,357 miliardi.

Corriere della Sera
7/10/2004