Un miliardo di euro per le Pmi
Montezemolo: «Segnale importante dei rapporti credito-imprese» – Passera: «Benzina per crescere»
MILANO – Dopo le parole i fatti. Dalla diffidenza alla partnership. Il dibattito sull’urgenza di innovare per recuperare competitività e sviluppo comincia a dare i primi frutti. Banca Intesa ha presentato ieri a Milano il primo progetto organico di collaborazione tra banche e università.
L’obiettivo è erogare finanziamenti a condizioni agevolate e senza garanzie reali per le imprese che innovano. Destinatarie le pmi italiane (200mila quelle clienti del gruppo), penalizzate da piccole dimensioni, bassa capitalizzazione e scarsa attitudine all’innovazione tecnologica «vera benzina nel motore della crescita» ha spiegato l’amministratore delegato del Gruppo Corrado Passera. Subito disponibile almeno un miliardo di euro ha chiarito Passera «anche se non c’è limite all’ammontare delle risorse che mettiamo a disposizione di questi finanziamenti».
Il progetto IntesaNova è già operativo con la partecipazione del Politecnico di Milano, la Fondazione Politecnico di Milano, il Politecnico di Torino e l’università di Trento: 2.474 i docenti e ricercatori coinvolti, 745 laboratori, 48 dipartimenti attivi nei vari settori industriali. Concretamente l’imprenditore potrà far valutare un progetto di innovazione per la propria azienda. Se l’università considererà positivamente il piano, Banca Intesa concederà credito per un periodo anche lungo «senza garanzie reali e a tassi più convenienti» ha sottolineato Passera.
«Come banca non possiamo essere esperti di tutto e capire se l’azienda sta facendo le scelte tecnologiche giuste, bisognava dunque darci questa intelligenza che già si trova nelle nostre università». Un elemento in più nella valutazione del rischio di impresa «che resta – ha aggiunto – frutto di una valutazione complessiva» con alla base l’andamento del settore, le strategie dell’impresa, la capacità reddituale.
L’ad di Banca Intesa ha poi parlato delle difficoltà nell’investire capitale in nuove aziende che operano in settori a forte crescita: «Finché non mettiamo a posto la legge fallimentare è difficile lanciare in Italia il Venture Capital» ha sottolineato Passera. Intanto sul fronte finanziamenti, sono disponibili da subito risorse per gli investimenti in Ict da parte di aziende di tutti i settori merceologici. Su innovazione di prodotto e di processo, per ora il test è partito dal settore macchine utensili.
Verrà esteso nei prossimi mesi ai beni strumentali, all’elettronica e nuovi materiali, all’alimentare. Nella fase sperimentale sono state coinvolte 20 aziende e 5 hanno già ricevuto risorse per 3,5 milioni di euro complessivi. Finanziamenti chirografari a medio termine (3-5 anni) a tasso variabie Euribor più un range dell’1-2% in base al livello di rating.
L’iniziativa di Banca Intesa «è un segnale importante e positivo dei nuovi rapporti tra il sistema del credito e il mondo delle aziende» ha detto il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo. Progetto rilevante anche per Innocenzo Cipolletta presidente dell’Università di Trento «è il passo avanti che abbiamo sempre voluto perché mette insieme tre mondi che finora avevano lavorato in maniera divisa, le banche,le pmi e le Università, consentendo alle pmi di esplicitare progetti di innovazione, di validarli con l’appoggio delle Università e quindi di avere del credito da parte di una banca che non si basi soltanto sulla garanzia reale, ma sulla capacità del progetto di stare sul mercato».
Giudizio positivo anche da Assolombarda «un’iniziativa e fortemente innovativa» ha spiegato il presidente della piccola industria Carlo Moretti. Ma la sfida riguarda anche gli atenei. «Abbiamo affiancato il progetto con entusiasmo perché siamo convinti – ha chiarito Giulio Ballio rettore del Politecnico di Milano – che moltiplicherà i momenti di contatto con le imprese». Per Giovanni del Tin, rettore del Politecnico di Torino, il progetto «si inserisce nella strategia dell’ateneo per accrescere i rapporti con il sistema socio-economico e creare sinergie con efficaci ricadute».
Il Sole 24 Ore
13/10/2004