Enel cala il tris
Lunedì prossimo prenderà il via l’operazione di collocamento della terza tranche di Enel, che si presenta come la più grande cessione di azioni al pubblico degli ultimi cinque anni.
La terza tranche del collocamento del gruppo elettrico sarà pari al 16,4% del capitale, cui si potrebbe aggiungere un ulteriore 2,5% in caso di esercizio della green-shoe. Per un controvalore, quindi, agli attuali corsi di circa 7,5 miliardi di euro.
Considerando anche le azioni gratuite da consegnare tra un anno in base alle bonus share, la cessione sfiora il 20% del capitale e perciò il Tesoro si prepara a scendere a poco più del 30% nella società guidata da Paolo Scaroni.
Un’operazione che sta catalizzando l’interesse degli investitori e per un motivo molto semplice: tra dividendo ordinario, dividendi straordinari e bonus share questi titoli promettono di rendere nell’arco dei prossimi 12 mesi quasi il 20%.
La bouns share prevede infatti cinque azioni gratuite ogni 100 assegnate per chi mantiene i titoli per un anno, una quota che sale a 8 azioni ogni cento per gli azionisti della prima ora, che hanno in portafoglio almeno 250 titoli, e per i dipendenti della società.
A questo premio fedeltà si aggiungono le tre cedole garantite: la prima, di 33 centesimi di euro come dividendo straordinario ex Terna, sarà pagata a novembre; la seconda di 36 centesimi è la cedola ordinaria per il bilancio del 2004 e andrà in pagamento da giugno e la terza, probabilmente da 15 centesimi, sarà un ulteriore premio per la vendita di un’altra quota di Terna è sarà pagata tra luglio e settembre 2005.
Un affare sicuro quindi? Beh, stando ai segnali che arrivano dal mondo finanziario pare che ci possa essere una vera e propria corsa all’acquisto di queste azioni.
Ma non è il caso di esagerare, si tratta pur sempre di azioni, quindi il rischio c’è sempre. Lo sa bene chi ha comprato azioni del colosso elettrico all’epoca del primo collocamento e che è ancora in attesa di vedere il titolo tornare ai livelli del debutto, cioè a 8,3 euro.
In particolare sono due le perplessità maggiori: la prima riguarda il prezzo del collocamento, e la seconda invece è inerente ai fondamentali e ai piani di sviluppo della società.
Per quel che riguarda il prezzo a cui veranno offerte al pubblico le azioni, per adesso il mercato ritiene che 6,5 euro sia quello più probabile.
L’aspetto che solleva qualche dubbio è invece quello legato alle prospettive future della società: una volta elargiti i vari dividendi e la bonus share il titolo Enel dovrà fare i conti con il mercato.
In un settore come quello dell’energia elettrica che sta pian piano aprendosi alla concorrenza i rischi per adesso non sono elevati, però in pancia ad Enel c’è un asset pesante come Wind.
L’obiettivo era quello di vendere la società telefonica nei prossimi 24 mesi, “ove sussistano le condizioni di mercato in linea con le proprie aspettative”. Non è detto che queste condizioni ci siano, e questo alla lunga potrebbe rivelarsi un problema.
ALAN FRIEDMAN