Il made in Italy continua a marciare
In frenata le vendite nella Ue Si rafforza il surplus globale
MILANO • Le esportazioni italiane continuano a marciare spedite, anche se, in agosto, si è manifestato qualche scricchiolio sul fronte Ue. Nel complesso, gli scambi con l’estero hanno incasellato in agosto un saldo positivo di 1,111 miliardi di euro, una cifra leggermente inferiore a quella dell’agosto 2003 (1,4 miliardi di attivo) che però spinge il surplus a oltre 914 milioni nei primi otto mesi 2004 (contro i circa 200 milioni del 2003).
Per quanto riguarda i flussi, l’Istat ha rilevato che in agosto le esportazioni globali (18,277 miliardi) sono aumentate del 19,8% (miglior risultato da gennaio 2001, settimo mese di crescita consecutivo), mentre le importazioni (17,166 miliardi) sono salite del 23,5 per cento. I dati mensili evidenziano una dinamica degli scambi più favorevole alle importazioni (+3,1%): le esportazioni sono salite del 2,1 per cento.
Per quanto riguarda i settori gli aumenti dell’export più sistenuti sono stati rilevati per prodotti petroliferi raffinati (+44,5%), metalli (+42,7%) e mezzi di trasporto (+27,5%). L’unica nota negativa viene dall’agricoltura (-7,3%). Tra le importazioni in forte aumento i minerali non energetici (+63,5%) e i metalli (+41,2%).
Nei primi otto mesi 2004 le esportazioni (178,077 miliardi) sono salite del 7,1%, le importazioni (177,162 miliardi) del 6,4 per cento. Sempre in agosto, l’interscambio Ue ha realizzato un modesto avanzo di 99 milioni (162 milioni nell’agosto 2003). I flussi su base tendenziale appaiono sostenuti: export +15,9% e import +17 per cento. Negativo invece il confronto congiunturale: l’export rispetto a luglio perde lo 0,4% e l’import lo 0,2 per cento. «Non preoccupa questa lieve flessione — commenta Gaetano Fausto Esposito, direttore generale Assocamere estero —. L’importante è che si sia imboccata la strada della ripresa delle esportazioni».
Nei primi otto mesi 2004 l’attivo con l’Ue è salito a 380 milioni, contro i 62 milioni dello stesso periodo 2003. Le esportazioni (104,343 miliardi) sono salite del 6%, le importazioni (103,962 miliardi) del 5,7 per cento. Il viceministro Adolfo Urso preannuncia che il 2004 sarà un’annata da record per l’export italiano: entro fine anno dovrebbe salire del 7-8%, anche grazie ai risultati su mercati «critici» come la Cina. Urso ha poi auspicato che la Finanziaria non tagli per l’export risorse preziose che andrebbero invece incrementate in questo momento.
Caute le valutazioni degli analisti di mercato. «Il profilo congiunturale crescente delle esportazioni in valore, mantenuto anche in agosto, è compatibile con il proseguimento della fase di crescita delle quantità esportate — sottolinea Valentina Ferraris di ref. — Rallenta però il ritmo dell’espansione, dopo l’accelerazione della scorsa primavera, mentre i volumi importati continuano ad aumentare a ritmi vivaci. Il contributo delle esportazioni nette alla crescita congiunturale del Pil nel terzo trimestre, qualora tali tendenze proseguano anche in settembre, sarà quindi marginalmente negativo». Secondo gli analisti di ref. sono più vivaci i ritmi di crescita dell’interscambio (in quantità) con i Paesi extra-Ue, che rappresentano poco più del 41% del totale del commercio estero italiano. «Non si attenua poi la crescita dei prezzi all’export, rincarati negli ultimi due anni di circa il 5% — conclude Valentina Ferraris —. Molto vivace però è anche la dinamica dei prezzi all’import: l’indice è salito a quota 107,9 ad agosto, ed era a quota 100,8 in media nel secondo trimestre 2003. Continuano a deteriorarsi così le ragioni di scambio; tale andamento, insieme al peggioramento della copertura reale, suggerisce un deterioramento del saldo di bilancia commerciale».
Il Sole 4Ore