Il petrolio ai massimi spinge euro e oro
Brent a 51,90 dollari, Wti Usa a 55,67 La valuta europea
a quota 1,28, il metallo giallo sfiora i 430 dollari l’oncia
Continua inesorabile la corsa del petrolio. I contratti del Wti Usa con consegna a dicembre, in mattinata, sul mercato elettronico hanno raggiunto a New York i 55,67 dollari al barile, diciassette centesimi in più rispetto al record di venerdì scorso. È su livelli record anche il Brent a Londra, che ha segnato nelle fasi del premercato un nuovo massimo assoluto, a 51,90 dollari al barile (future dicembre).
Ad alimentare l’interesse un concorso di fattori tra cui le rinnovate tensioni nello scacchiere mediorientale, la situazione in Norvegia (terzo esportatore mondiale) dove uno sciopero rischia di bloccare la produzione a partire dalla metà di novembre e i timori di insufficiente offerta di materia prima in vista della stagione invernale.
Sul fronte valutario l’euro ha avuto un ulteriore slancio dopo l’indice tedesco Ifo sulla fiducia degli imprenditori, migliore delle attese, e si è spinto fino a quota 1,2809, per poi ridiscendere sotto la soglia. E’ il nuovo massimo dallo scorso febbraio. La divisa Usa è scesa infatti anche contro yen al nuovo minimo dal 13 aprile a 106,40 e contro il franco svizzero con la rottura della soglia di 1,20 dollari fino ad minimo dalla fine di agosto 1996 a 1,1971.
Per il premier lussemburghese, nonchè dal 1° gennaio prossimo
presidente per due anni dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, un ulteriore apprezzamento dell’euro rispetto al dollaro sarebbe «un problema serio». Lo ha riferito un suo portavoce. «L’evoluzione dell’euro sembra piuttosto cupa»,ha detto il portavoce affermando che le elezioni presidenziali negli Usa «aggiungono incertezze nel mercato». Il portavoce ha definito preoccupante un cambio a 1,27-1,29 dollari.
Anche il prezzo dell’oro è in rialzo oggi al mercato di Londra. Le quotazioni hanno toccato i massimi da sei mesi a 429,75 dollari l’oncia. Un livello mai più raggiunto dal primo aprile scorso quando il metallo pregiato schizzò ai massimi degli ultimi 15 anni (dall’agosto del 1988) a 431,05 dollari. A spingere le quotazioni, la corrente di acquisti alimentata dall’ennesimo record del petrolio e dall’impennata dell’euro, che oggi ha superato la soglia 1,28 dollari avvicinandosi al record di 1,2930 segnato il 18 febbraio scorso. L’ oro è infatti denominato in dollari e la sua quotazione tende a salire quando altre valute, in questo caso quella europea, si apprezzano sul biglietto verde. Sulla scia dell’oro sono in crescita i prezzi dialtri metalli pregiati, a partire dall’argento salito ai massimi da sei mesi a 7,49 dollari l’oncia con un rialzo del 3%. Il platino segna un aumento dell’1,7% a 857,50 dollari l’oncia e il
palladio sale dello 0,5% a 216,50 dollari.
Il Sole 24 Ore
25/10/2004