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L’Europa del lavoro: svetta Bolzano, ultima la Campania

BRUXELLES • Per chi cerca lavoro in Europa non c’è destino migliore che nascere a Bolzano.

Allo stesso modo la sfortuna peggiore è nascere in Campania o, per una donna, in Calabria. Ad autorizzare queste conclusioni sono i dati sull’occupazione regionale 2003 dell’Eurostat.

Numeri che, pur considerando il nuovo scenario delineato dall’allargamento dell’Unione a 25 Stati, continua a descrivere un mercato del lavoro italiano estremamente polarizzato, in grado di primeggiare ai vertici europei con alcune regioni del Centro-Nord, e contemporaneamente di sprofondare con aree del Sud al di sotto delle zone più povere dell’Est Europa e delle colonie ultraperiferiche.

E così in testa alla classifica europea c’è Bolzano, con il suo tasso di disoccupazione ridotto all’2% appena, seguito dalle aree austriache di Salisburgo (2,3%) e Tirolo (2,5%) e dalla olandese Zeeland (2,5%). Nella top ten figurano però anche la provincia di Trento, al sesto posto (2,9%), e l’Emilia Romagna, al settimo (3%), distinguendosi anche per l’alta occupazione nel settore industriale.

Maglia nera per tasso di disoccupazione (31,8%) è invece l’isola francese di Reunion, segue la caraibica Guadalupa (26,3%) e le regioni polacche Dolnoslaskie (26%) e Zachodniopomorskie (25,5%). Nella lista nera delle dieci regioni peggiori anche la Calabria (23,4%).

Il Sole 24 Ore
10/11/2004