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L’Ocse: sì al taglio delle tasse, ma non basta

Il monito all’Italia: «Bene gli sgravi fiscali pianificati per 2005-2006 ma il debito pubblico deve scendere»
PARIGI – Il taglio delle tasse va bene ma se gli sgravi non verranno coperti adeguatamente frenerebbero la ripresa. È quanto scrive l’Ocse relativamente all’Italia nel suo ultimo outlook economico pubblicato martedì.

Ma è sul deficit pubblico italiano che si punta l’attenzione. Per l’Ocse il deficit supererà il 3% del prodotto interno lordo sia nel 2005 che nel 2006. Da qui il monito. Se nel prossimo anno responsabile sarà una crescita inferiore alle attese, per il 2006 è necessario «sostituire le misure una tantum con interventi di carattere strutturale».

RIFORMA FISCALE – «Il taglio delle tasse pianificato per il periodo 2005-2006 e la riforma delle pensioni dal 2008» potrebbero migliorare le condizioni di crescita, ma un sostenuto declino del debito pubblico sarà la conditio «sine qua non» per creare la fiducia degli investitori privati. Quindi ulteriori e rapidi interventi nella spesa pubblica sono necessari. In particolare, «riforme sulla competitività nel settore servizi, inclusi l’energia, i trasporti, la finanza e l’istruzione, potrebbero aiutare a diminuire il gap inflazionistico con i partners della zona euro, e allo stesso tempo stimolare l’innovazione e una struttura export maggiormente competitiva».

DEFICIT – Il deficit italiano nel 2005 sarà «leggermente superiore al 3%», stima l’Ocse precisando che lo sforamento è da imputare principalmente a un’attesa di crescita più lenta di quella stimata dal governo in Finanziaria. Per il 2006, poi, l’Ocse si attende «un nuovo rialzo del deficit a meno che le misure eccezionali siano rese permanenti». In sostanza le stime vedono il deficit passare dal 2,9% di quest’anno al 3,1% il prossimo e al 3,6% nel 2006.

Per il Pil, l’organizzazione prevede un rialzo dell’1,3% quest’anno, dell’1,7% il prossimo e del 2,1% nel 2006.

Corriere della Sera
1/12/2004