Investimenti, la macchina non riparte
L’incertezza sulle prospettive della ripresa, il basso grado di utilizzo della capacità produttiva nell’industria manifatturiera e i problemi di redditività frenano la domanda di beni strumentali. Tengono le costruzioni.
Nel 2004 gli investimenti fissi lordi dovrebbero tornare a contribuire positivamente alla crescita, peraltro sempre ridotta, dell’economia italiana, dopo i negativi risultati di un anno prima. Il loro andamento congiunturale, speculare nei singoli trimestri a quello delle esportazioni, si presenta infatti in modesto recupero rispetto al periodo di stagnazione/declino del 2003, contribuendo a uno scenario di prospettive meno pessimistiche per il 2005.
La spesa in conto capitale ha mostrato quest’anno un sensibile rialzo nel corso del primo trimestre, seguito da un’evoluzione più moderata nel secondo, che è diventata però negativa nel terzo trimestre per le componenti dei macchinari, attrezzature e mezzi di trasporto.
I dati di contabilità nazionale e alcuni importanti indicatori congiunturali di settore, come gli ordini di macchine utensili per la lavorazione dei metalli e le vendite di veicoli commerciali, segnalano in particolare che si è esaurita con l’inizio del 2004 la fase di correzione al ribasso, effetto degli anticipi di spesa per l’acquisto di beni strumentali, decisi nella seconda parte del 2002 per usufruire delle agevolazioni fiscali della legge Tremonti bis e degli incentivi alla rottamazione degli autoveicoli.
Un quadro più pessimistico sulla situazione corrente sembra emergere, per contro, dalle informazioni provenienti dall’inchiesta semestrale Isae, condotta tra ottobre e novembre presso il consueto ampio campione di imprese manifatturiere. Hanno negativamente influenzato i programmi di investimento delle aziende le condizioni della domanda, le difficoltà di finanziamento, i problemi di redditività e anche il cambio dell’euro, che sta ritrovando ulteriore forza nei confronti del dollaro.
Il processo di moderata ripresa in atto della domanda di beni capitali non si può, tuttavia, considerare come il segnale di avvio di un nuovo ciclo di rilancio degli investimenti, poco probabile anche nel 2005, quando la loro crescita sarà appena sufficiente a quella necessaria per rimpiazzare il capitale obsoleto. Il basso grado di utilizzo degli impianti nel settore manifatturiero, insieme al giudizio di adeguatezza espresso dagli imprenditori sulla capacità produttiva disponibile, inducono a ritenere, del resto, che continuino a essere prevalenti i fattori di cautela nelle decisioni di investimento finché non si sarà consolidato il ciclo di ripresa dell’economia.
Bene le costruzioni, macchinari più in difficoltà
Nella parte centrale del 2004 il ritmo di accumulazione dei beni capitali, riavviatosi nel primo trimestre, è dunque tornato a segnare il passo: la dinamica è risultata negativa nel comparto dei mezzi di trasporto e pressoché stagnante in quello dei macchinari e attrezzature; il solo aumento significativo ha riguardato, invece, l’industria delle costruzioni. Nel complesso, la domanda di beni d’investimento – macchine e attrezzature, mezzi di trasporto, costruzioni e beni immateriali – dovrebbe crescere nella media di quest’anno di circa il 2,5% in termini reali, confermando il suo contenuto tasso di sviluppo nel 2005, grazie soprattutto al sostegno degli investimenti nelle costruzioni.
Per quanto concerne l’edilizia e opere pubbliche, la crescita nel 2004 dovrebbe attestarsi sul 3%, quale effetto principalmente del positivo andamento dei fabbricati residenziali. Quest’ultimo comparto sarà, inoltre, favorito dal prolungamento degli incentivi alla ristrutturazione delle abitazioni. La dinamica del settore delle costruzioni, dopo una parziale battuta d’arresto nella seconda metà del 2003, continua a mostrare ritmi senza dubbio sostenuti, vicino ai massimi storici, e non sembra manifestare segnali di cedimento. Ciò è dovuto al rinnovato vigore del mercato immobiliare, sia a uso residenziale sia di tipo terziario. La tendenza è prevista confermarsi nel 2005, solo con una modesta decelerazione.
La produzione di beni strumentali è, in particolare, trainata dagli ordini esteri; il mercato interno, pur complessivamente stagnante, ha incominiciato a mettere in evidenza timidi spunti di ripresa, che stentano però a concretizzarsi nel breve termine. Il favorevole andamento delle esportazioni e il graduale risveglio della domanda interna potranno garantire un ulteriore recupero nel 2005, con la prosecuzione delle positive tendenze in atto.
Una sostanziale conferma viene dalla periodica indagine della Banca d’Italia – condotta all’inizio d’autunno presso un ampio campione di imprese industriali e dei servizi – che registra un certo recupero, anche se inferiore alle aspettative, della spesa per investimenti nel corso del 2004 (Bollettino economico n.43, novembre 2004, pag.32-33). La ripresa dell’accumulazione dovrebbe, poi, proseguire nel 2005, sia pure a ritmi ancora ridotti e in contesto caratterizzato da diffusa incertezza.
Il Sole 24 Ore
di Michele De Gaspari
16 dicembre 2004