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La Bce non alza i tassi che restano fissi al 4%

L’istituto conferma le attese degli analisti. Il ripensamento è stato originato dalle tensioni sui mercati provocate dalla crisi dei mutui

ROMA – La Banca centrale europea ha deciso di confermare al 4% il livello del costo del denaro nell’area dell’euro. Come atteso dagli analisti, l’istituzione di Francoforte ha così evitato di ritoccare al rialzo i tassi di interesse, come appariva intenzionata a fare solo un mese fa, prima che si scatenasse la crisi dei mutui subprime con le conseguenti tensioni sui mercati del credito e sulle Borse.
GLI INTERVENTI – Il tasso minimo di offerta applicato alle operazioni di rifinanziamento resta così al 4%, mentre il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginale e quello sui depositi presso la Banca centrale rimarranno, rispettivamente, al 5% e al 3%. Stamattina la stessa Bce ha immesso nel sistema interbancario 42,24 miliardi di euro supplementari, nell’ambito di un’asta su prestiti overnight ad un tasso di riferimento base del 4%. Ieri la Bce aveva avvertito che sul mercato monetario si stava assistendo ad un peggioramento della volatilità, e martedì scorso aveva iniettato 46 miliardi di euro nel sistema.
IL DIETROFRONT – Nella riunione di inizio agosto, facendo ricorso al termine chiave «forte vigilanza», il presidente Jean-Claude Trichet aveva chiaramente indicato l’orientamento ad aumentare il costo del danaro al 4,25% a partire da settembre. Ma poi, con la crisi dei mutui Usa e le cadute delle Borse di mezzo mondo le Banche centrali hanno dovuto immettere ingente liquidità sui mercati, e su questo la Bce è stata la prima e quella che si è mossa fin da subito in maniera molto decisa. Se un mese fa gli operatori davano per oggi scontato un amento dei tassi, nelle ultime settimane questa ipotesi è andata sfumando e nell’ultimo sondaggio effettuato da Dow Jones 39 dei 51 esperti prevedevano un costo del danaro invariato. Altri 33 analisti scommettono una stretta al 4,25% entro la fine dell’anno.
BORSE IN RIBASSO – La decisione dell’Eurotower non è sata accolta particolarmente bene dai mercati finanziari. Le Borse europee viaggiano infatti in rosso dopo la decisione di lasciare invariati i tassi di riferimento. Le piazze del Vecchio Continente avevano avviato la seduta in rialzo questa mattina per poi virare in negativo dopo l’annuncio della Boe, che oltre a lasciare invariati i tassi ha riconfermato l’allarme inflazione. Per il momento, quindi, i listini non subiscono variazioni significative ma continuano a viaggiare in ribasso. Londra è in flessione dello 0,53%, Francoforte perde lo 0,55%, Parigi cede lo 0,62%, il Mibtel arretra dello 0,58% e lo Smi dello 0,71%. I più colpiti i titoli bancari e finanziari.

Fonte:
Corriere della Sera
06 settembre 2007