Finmeccanica mira ai treni del Brasile
Più treni super-veloci e un po' meno caccia militari ed elicotteri d'attacco. Al salone di Berlino, dove si svolge la più grande fiera al mondo dei trasporti ferroviari, si intravede la strategia futura di Finmeccanica: vincere gare sull'Alta Velocità nel mondo per riequilibrare il calo dei budget militari in America.
In ballo c'è una torta, quella del mercato ferroviario, da 150 miliardi di euro da qui al 2015 e Finmeccanica, con le sue due società operative Ansaldo Sts e AnsaldoBreda, e in più rinforzata dall'alleanza con un colosso mondiale dei treni (la canadese Bombardier, la Boeing dei cieli), ne vuole una grossa fetta: in tasca ha già una commessa da 1,5 miliardi con Trenitalia e c'è già un prossimo obiettivo, il Brasile. In programma per il 2011 c'è una mega-commessa da 20 miliardi di euro, la più grande commessa di Alta Velocità in agenda e tutti i fornitori ci hanno messo gli occhi sopra.
La «svolta verde» è una delle conseguenze della recessione e del nuovo corso della Casa Bianca (che è l'ago della bilancia visto che gli Usa sono il più grande mercato al mondo delle commesse militari): meno risorse per dirottarle sulle infrastrutture. A ben vedere il programma di grandi opere ferroviarie lanciato da Barack Obama è poca cosa (13 miliardi di dollari, basti pensare che la Tav in Italia ne è costata finora 60 di miliardi), ma è il segnale di uno spostamento del baricentro delle commesse pubbliche e un grande contractor come Finmeccanica deve ricalibrare la sua strategia.
Se l'America scopre il treno (in un paese che, date anche le dimensioni, non ha mai avuto una rete ferroviaria vera e propria), si apre una miniera: già la Cina l'anno scorso ha speso 60 miliardi di euro per i treni super-veloci. Stime del Boston Consulting Group calcolano che da qui al 2015 il mercato mondiale della Tav crescerà del 2,5% l'anno superando quota 150 miliardi tra cinque anni (nove volte il fatturato annuo di Finmeccanica, circa 18 miliardi): anche una quota minimale significherebbe per il gruppo benefici importanti.
Da sempre il nome di Finmeccanica è associato all'aerospazio e alla difesa: una politica ancor più perseguita negli anni dell'amministrazione George W. Bush e il cui culmine è stato l'acquisizione del big Drs Technologies, uno dei fornitori chiave del Pentagono. Quello rimarrà in ogni caso il core business, si apprende dalla società, né Finmeccanica può verosimilmente immaginare di compensare la riduzione dei budget militari con i contratti nei trasporti, ma all'interno del gruppo ci sono le basi per creare un «polo delle ferrovie»: le due controllata Ansaldo Sts e AnsaldoBreda.
La prima, portata in Borsa nel 2006, è già oggi uno dei gioiellini del gruppo romano (controlla più della metà del mercato mondiale del segnalamento ferroviario); la seconda invece è gravata da perdite, ma una volta che sarà risanata e portata al livello della cugina (e il primo passo è proprio l'alleanza con Bombardier per il super-treno V300 Zefiro), la divisione trasporti, che pesa per l'8% dei ricavi del gruppo, potrà aspirare a diventare sul serio la terza gamba di Finmeccanica accanto ai suoi due settori storici.
Fonte:
Il Sole 24 Ore