Tribuna Economica

Brasile, scambio commerciale con Italia ancora sotto tono

I rapporti commerciali bilaterali tra Italia e Brasile hanno risentito pesantemente delle crisi economiche in entrambi i paesi dall'inizio del decennio. L’interscambio ha subito un calo di oltre il 40% tra il 2011 e il 2016, passando da 11,7 miliardi di dollari a poco più di 7. In un primo momento il calo ha riguardato soprattutto le esportazioni brasiliane all'Italia, fatto che ha consentito al nostro surplus commerciale bilaterale di raggiungere quasi i 3 miliardi di dollari nel 2013. Tra il 2015 e il 2016, invece, sono state le importazioni brasiliane dall’Italia ad aver registrato la performance peggiore (-45% in valore dal picco di inizio 2014), determinando anche una contrazione del nostro surplus commerciale a circa 400 milioni di dollari nel 2016. Va sottolineato che il calo delle importazioni brasiliane durante la crisi non è un fenomeno che riguarda solo l’Italia; per effetto della riduzione della domanda interna il complesso delle importazioni brasiliane si è infatti contratto di oltre il 40% tra il picco del 2013 e il minimo del 2016. Il nostro paese in quel frangente ha sostanzialmente tenuto le posizioni e si è confermato come il sesto fornitore del Brasile nel 2016 (secondo tra i paesi europei dietro la Germania che ha esportato più di 9 miliardi di dollari nel 2016) con una quota di mercato sostanzialmente stabile al 2,7% del totale. Solo dalla metà del 2016 si è notata una stabilizzazione dei flussi commerciali, sia dal lato delle importazioni che delle esportazioni. I rapporti commerciali bilaterali con l’Italia hanno registrato progressi nel 2017, in ragione della migliore congiuntura in entrambe le economie. L’intercambio commerciale è tornato a crescere (del 7% a 7,5 miliardi) dopo tre anni consecutivi di flessione Nonostante la recente ripresa, esso è tuttavia del 35% inferiore rispetto al picco del 2011. Il surplus commerciale italiano è leggermente aumentato (397 milioni, da 381), nonostante la dinamica più forte delle importazioni dal Brasile (+7,2%) rispetto alle nostre esportazioni (+6,9%). Tra queste ultime si distacca comunque la significativa progressione dei prodotti farmaceutici italiani (+18,2%), dei motori (+44,6%) e della nafta (+504,8%). L’Italia rappresentava l’undicesimo mercato di sbocco per le merci brasiliane nel 2017 con una quota dell’1,6 per cento sul totale (in calo rispetto all’1,8% di un anno fa) mentre era il settimo fornitore del Brasile (il secondo tra i paesi europei, dopo la Germania e prima della Francia, con una quota sul totale delle importazioni brasiliane del 2,6%, in leggero calo rispetto al 2,7% del 2016). Le principali esportazioni brasiliane in Italia nel 2017 sono stati i prodotti del regno vegetale e animale (25% del totale, includendo caffè e carni), carta e cellulosa (18%), minerali ferrosi (11%) e cuoio e pelli (10% - cfr. Fig. 3). Le importazioni brasiliane dall’Italia hanno riguardato  soprattutto macchinari e apparecchi elettrici (37%) e prodotti chimici e farmaceutici (20%). Nei primi cinque mesi del 2018 sono continuati i progressi avviati nei mesi successivi alla fine della recessione in Brasile. Le importazioni dall’Italia sono cresciute del 30% rispetto allo stesso periodo del 2017 mentre le importazioni complessive del Brasile hanno registrato una dinamica meno favorevole (+18% circa). La nostra quota sulle importazioni brasiliane è tornata a aumentare (al 2,8%) e abbiamo mantenuto la settima posizione tra i principali fornitori. SACE stima che l’export italiano in Brasile possa aumentare di 1,1 miliardi di euro tra il 2018 e il 2021. (ICE SAN PAOLO)

Fonte: http://www.etribuna.com/eportale/it/2014-03-20-23-48-00/31592-brasile-scambio-commerciale-con-italia-ancora-sotto-tono